Sport / Motogp

Commenta Stampa

MotoGP, Dovizioso chiede di più alla Honda: "Progressi troppo lenti"


MotoGP, Dovizioso chiede di più alla Honda: 'Progressi troppo lenti'
10/03/2009, 20:03

Diretto, pacato nei modi, ma tagliente nelle dichiarazioni. Questo è Andrea Dovizioso da Forlimpopoli, ventitré candeline da spegnere il prossimo 23 marzo, campione in pista, stacanovista d’altri tempi nei box.

Il primo anno in sella ad una Honda ufficiale in MotoGP non è cominciato nel migliore dei modi. I recenti test in Qatar hanno evidenziato le lacune della RC212V, ed in particolar modo il ritardo rispetto alla concorrenza Yamaha-Ducati, senza dimenticare la minacciosa Suzuki.

Vi riportiamo alcuni passi dell’interessante intervista rilasciata da Dovi alla Gazzetta dello Sport, cominciando dalle impressioni post Losail: “Abbiamo alcuni piccoli problemi soprattutto di stabilità dietro in frenata, di erogazione del motore e sulla frizione. Siamo lenti in inserimento di curva e in Qatar, con freddo e umidità, la moto scivolava molto in staccata”.

“Con un team Factory si cambia modo di lavorare. Con la moto satellite hai poche soluzioni tecniche a disposizione e ti concentri sulla guida. Ora in ogni curva devi pensare a come migliorare le cose. Non è facile, ma se vuoi provare a vincere devi sviluppare”.

Lo “strano” rapporto con il compagno di squadra Dani Pedrosa: “Non so come lavori dentro il box, cosa faccia. Non ci scambiamo le informazioni anche se è possibile avere accesso a tutti i dati”.

Andrea aspetta novità dal reparto corse di Tokyo, soluzioni tecniche che permettano di fare al romagnolo l’atteso salto di qualità: “Mi aspettavo un pacchetto più competitivo: non so quanto dipenda da Pedrosa e quanto dalla Honda. Da quel che ho capito, credo che lui non voglia tanti cambiamenti. Nel frattempo stiamo facendo un buon lavoro anche se non mi sento ancora a posto. Sono contento dei miglioramenti, ma sono lenti. Abbiamo impiegato troppo per vedere piccoli progressi. E’ necessario essere più reattivi”.

Tanti i piloti competitivi anche se per la lotta al titolo i nomi sono i soliti: “Si riparte da dove s’è finito. Stoner e Rossi i più in forma, dietro gli altri da capire: Pedrosa ha problemi fisici, Lorenzo sembra faticare con le Bridgestone, ma in gara cresce. Sono curioso per la Suzuki: vedo Capirossi molto carico. Hayden sulla Ducati? Lui non molla mai e migliorerà. Comunque Stoner è l’unico che riesce a guidare la Desmosedici. Per quanto mi riguarda guido una moto ufficiale e voglio puntare in alto. Ma ora non sono veloce e costante come Rossi e Stoner per dire che punto al titolo. Ma lavoro per questo”.

Commenta Stampa
di Fabrizio Pirone
Riproduzione riservata ©