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MotoGp, Indianapolis: la pagella del Dicos


MotoGp, Indianapolis: la pagella del Dicos
19/08/2013, 14:56

MARC MARQUEZ 10: Gli States esaltano le doti di MM93 ed arriva così il terzo successo sul nuovo mondo, il quarto stagionale. Lo spagnolo ha dominato sin dal primo turno. In gara, complice una partenza non perfetta, ha lasciato sfogare gli avversari connazionali, per poi salutarli ed arrivare al traguardo in solitaria. La padronanza del mezzo e la capacità di lettura delle gara che possiede, sono tipiche di chi ha molti anni alle spalle nella massima serie. Invece parliamo di un rookie, di un ragazzo che a soli vent’anni incanta, vince e diverte. Marquez non è l’erede di nessuno: è semplicemente lui. Chapeau!

 

DANI PEDROSA 7: La piazza conquistata farebbe propendere per un voto più alto, ma l’ennesima batosta rimediata contro il più giovane ed inesperto compagno di squadra, fa abbassare la valutazione. Si conferma l’eterno secondo, il pilota del vorrei, potrei, ma non raccolgo. Se dopo otto anni di Hrc ufficiale si addebitasse alla sola sfortuna la circostanza che nessun titolo è stato conquistato dal fantino di Sabadell, si farebbe un torto alla malasorte. La verità è che per vincere non basta cavalcare la migliore moto o avere le migliori intenzioni. Bisogna anche essere i migliori in pista sempre. Dani non lo è stato ieri, non lo è oggi. Perdente di lusso!

 

JORGE LORENZO 8,5: Nonostante l’inferiorità tecnica, Green Mamba lotta come un leone e cerca in tutti i modi per rendere difficile la vita a Magic Marquez. Deve arrendersi all’azione del binomio Honda, ma ha venduto cara la pelle. Un gradino del podio che tiene ancora accese le speranze di vittoria finale. Stoico!

 

VALENTINO ROSSI 6,5: Nelle ultime tornate mette una pezza a quello che altrimenti sarebbe stato un fine settimana disastroso. Dopo le peggiori qualifiche dell’anno, sfrutta al meglio la capacità della sua M1 di non usurare troppo le gomme. Belli i sorpassi compiuti a danno dei privati Bautista e Crutchlow. Qualcuno ha parlato di grande rimonta, ed effettivamente la rimonta c’è stata. Di solito, però, le rimonte diventano grandi quando si sale su almeno un gradino del podio. La verità è che una volta svuotata l’infermeria (Spies, poverino, oramai non fa più testo) Rossi è tornato ad essere l’ultimo rider delle quattro moto buone. Il resto sono solo urla per rendere meno amara la pillola. Venti secondi dal primo, quindici dall’acciaccato compagno di team sono numeri che lasciano spazio a poche interpretazioni. Medaglia di legno!

 

CAL CRUTCHLOW 6: Il prossimo pilota della Ducati raccoglie meno di quanto ha lasciato immaginare durante le prove. Non bisogna dimenticare che cavalca una sella privata. Bravino!

 

ALVARO BAUTISTA 6: Veloce e combattivo, lo spagnolo anche se ha perso il duello con Valentino e Cal, è stato autore di una buona prova. Volitivo!

 

DERBY DOVI-NICKY: La divagazione finale stile indoor-cross del duo ufficiale rosso è la fotografia, brutta, del momento che vivono nel box Ducati. Dispiacere!

 

HONDA 10: Un missile perforante!

 

YAMAHA 8: Anemica!

 

DUCATI 4: Sveglia!

 

GARA 5: Meno soporifera del solito….

 

SOCIAL NETWORK: Da quando nelle case degli italiani è entrato internet, il mondo, seppur virtuale, è diventato senza barriere. Tutti possono dialogare con quasi tutti attraverso i social network. Nella mia professione i vantaggi sono notevoli, perché si ha la possibilità di farsi leggere da chiunque e si ha modo di dialogare direttamente con i propri lettori. Adoro lo scambio d’opinioni ed il ragionare con chi condivide la mia passione, ma ha idee diverse. Mi piace perché ho modo di crescere, poichè credo che ascoltando gli altri posso verificare la validità di ciò che penso. Devo confessare che tante volte mi sono dovuto ricredere e ringrazio chi mi ha aiutato a migliorare. Così ho anche conosciuto di persona i miei lettori, cosa straordinaria. Tutto questo, però, funziona se si ha rispetto reciproco, se si accettano ragionamenti “diversi”. Qualche volta mi sono imbattuto nei famosi leoni da tastiera, veri professionisti dell’offesa. Fa parte del gioco. Cerco di capire le loro ragioni e laddove è possibile dall’offesa siamo passati al rispetto. Purtroppo in alcuni casi l’offesa è rimasta tale; evidentemente uno dei due è a corto di argomenti. Nei miei articoli o servizi video ho sempre portato rispetto verso tutti. Questo perché se si vuole rispetto, bisogna prima di tutto rispettare. Un giornalista per me deve comunicare prima la notizia nuda e cruda, poi esprimere senza nascondersi, il proprio punta di vista.

E’ naturale che se affermi che la Ducati è una moto di merda, se dici che Stoner è una persona irascibile depressa che non manca a nessuno, se dai ad un collega del portaborse al servizio di un’azienda condannata per evasione fiscale, se urli a corrente conveniente “o hai un team disastroso o è un complotto oppure sei tu che non vai”, ci siano delle critiche. Si chiama democrazia, risposta all’indecenza. L’importante è farlo educatamente. Si vuole evitare l’indecenza per il bene nostro e dei nostri figli? Bene, iniziamo a dare l’esempio. Ho sempre preferito l’odio che mi rispetta all’amore che m’insulta. In fondo soltanto quelli che sanno odiare sanno anche amare. Vogliamo un mondo virtuale migliore? Bene ascoltiamo e confrontiamoci garbatamente con tutti, senza preclusione alcuna. Soprattutto smettiamola di fare i professorini da tastiera o monitor che sia.

 

PAROLE D’AMORE: “Se Pedrosa fosse arrivato solo terzo avrebbe dovuto suicidarsi”. Ecco l’esempio di chi semina vento. Lo stesso, tra l’altro ha gioito per un quarto posto….Da suicidio la terza piazza, da urlo la quarta. Strana logica!

 

L’EDITTO DI FUORI GIRI: GiorgioTerruzzi non perde occasione per sminuire Stoner. Ecco cosa ha affermato con tono greve: “Che non disturbino con Stoner questo ragazzino…che non facciano casino alla Honda”. Scusi Terruzzi, ma Casey cosa le ha fatto? Suvvia, si faccia una ragione che il Canguro Mannaro è il pupillo di Shuhei Nakamoto e che per sviluppare le loro moto la Honda chiama lui. Comprendo il proferire le proprie idee, ma questo è accanimento. Altrimenti sorge lecito il dubbio che l’astio che lei prova verso l’australiano nasca dal fatto che lui è riuscito in Ducati laddove altri hanno fallito miseramente. Inoltre, secondo me, a Fuori Giri dovrebbero essere meno livorosi verso alcuni piloti. Certe frasi sentite sono semplicemente Fuori Rispetto. Altrimenti chi è causa del proprio mal, pianga se stesso…..

 

INDOVINA CHI?: Urlano, saltano sul divano per cercare di salire poi sul suo carro, gioiscono delle sue vittorie, ma in fondo sono tristi.

 

 

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di Alfredo Di Costanzo
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