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MotoGp: la pagella


MotoGp: la pagella
11/09/2017, 07:36

MARC MARQUEZ 10: Il campione del mondo in carica mette il proprio sigillo anche a Misano e raggiunge il Dovi sia come numero di vittorie che di punti in classifica. Sia sull’asciutto sia sul bagnato, è sempre stato tra i più consistenti e veloci in pista. In gara più volte rischia di non arrivare al traguardo, ma il suo stile è questo, non conosce mezze misure. Uno stile che gli ha permesso di essere il campione che tutti gli amanti del motociclismo (non i somari raglianti che anche in questa occasione hanno fatto capire che la testa serve loro solo per dividere le orecchie….) ammirano. L’ultimo giro è la dimostrazione che quando vuole non c’è storia. Applausi!

 

DANILO PETRUCCI 9: Guida la gara fino a pochi metri dal traguardo quando il fulmine Marquez rovina i suoi piani di vittoria. Resta, comunque, autore di una prova gagliarda. Il successo è solo questione di tempo. Bravo!

 

ANDREA DESMODOVI 8: L’emozione di gareggiare da leader davanti al pubblico di casa non rallenta l’azione del suo polso. Il Dovi, anzi, fino a otto tornate dal termine, è attaccato agli scarichi di Marquez. A meno sette, però, inizia a perdere il contatto con la Honda numero 93, che raggiunge, poi, al traguardo solo dopo undici secondi. Un podio che lo tiene, seppur in coabitazione, ancora in testa al mondiale. Credici Andrea, credici!

 

MAVERICK VINALES 6,5: La pole position aveva illuso circa la sua ritrovata competitività. L’unico ufficiale di Iwata in gara, tornata dopo tornata, perde il contatto con il comando e scivola al quarto posto. Una prestazione scialba che deve essere subito riscattata. Sveglia!

 

MICHELE PIRRO 7,5: E’ il collaudatore più veloce del mondo e non è poco. Grande!

 

HONDA: Grazie a Marquez, la migliore.

 

DUCATI: Tra le migliori.

 

YAMAHA: Una ex migliore smarrita.

 

SUZUKI: Migliorabile.

 

KTM: Miglioramenti che iniziano a vedersi.

 

APRILIA: Non pervenuta.  

 

GARA: Noiosetta.

 

Dobbiamo per forza aggrapparci alle speranze di Danilo Petrucci”. Quanto rosica chi ha urlato queste parole?

 

SCHIFO: Si è arrivati a Misano con la dimostrazione che in Italia chi fa informazione, non sempre è consapevole del peso delle parole che scrive o dice. C’è stata, poi, la mancanza di spirito sportivo in certi tifosi, i quali non perdono occasione per mostrare i limiti delle loro stupide menti. Il povero Rossi è stato vittima di un incidente durante un allenamento su una moto da enduro (auguri di pronta guarigione). Il giorno dopo Marquez ha postato su un suo profilo social una foto con una moto da cross. Subito è scoppiata la puerile polemica da parte di due imbecilli, con addirittura uno ad invitare Mister 9 volte, una volta tornato in sella, a vendicarsi e sbattere fuori pista Marquez. Un crescendo rossiniano di stupidità di fronte alle quali non è restato che dimostrarsi saggi, ossia tacere. Il bello, ossia, il peggio, però, ancora doveva manifestarsi. Marquez, durante le qualifiche, è scivolato, e cosa hanno fatto certi tifosotti? L’hanno deriso. E’ arrivata la domenica: Lorenzo mentre era al comando, scivola. Subito, i soliti tifosotti, hanno iniziato, increduli, ad urlare…..Questi cani hanno raggiunto il massimo della vergogna quando hanno fischiato l’inno spagnolo, mentre si rendeva onore al vincitore. Mentre per quest’ultimi (si è saputo, poi, per chi hanno gioito alla fine?) occorre avere pazienza, perché tra poco, vedrete, saranno solo un brutto ricordo, per i primi bisogna una volta per tutte prendere le distanze senza se e senza ma, anche boicottando le testate per le quali scrivono (i loro direttori se non hanno preso le distanze vuol dire che concordano. Lo stesso ragionamento vale per i loro editori. Fingono di non sapere che il loro odio si può trasformare in un lavaggio del cervello che sfocia in antisportività in soggetti dotati di poca materia grigia. Corrono, poi, il rischio di disinformare chi si avvicina al motociclismo. Chi, da giornalista, invita a buttare fuori pista un pilota, non solo dimostra di non capire nulla di motociclismo (una caduta può far male, molto male…) andrebbe, a mio parere, radiato dall’albo dei giornalisti. Il motociclismo ed il giornalismo non possono essere questa zozzeria.

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di Alfredo Di Costanzo
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