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Motogp, Mugello: la pagella del Dicos


Motogp, Mugello: la pagella del Dicos
02/06/2013, 21:28

JORGE LORENZO 10: Il Magnifico Sindaco del Mugello riscatta alla grande la prestazione opaca di Le Mans. Deciso nel superare il connazionale targato Honda, impone il suo ritmo e per gli altri rimane solo la possibilità di giocarsi le piazze di rincalzo. Quando il Black Mamba morde, nessuno è in grado di resistergli. Velenoso!

 

DANI PEDROSA 9: Bravo il sabato nel far sua la pole position, bravo la domenica nel non prendere rischi inutili quando l’avversario di riferimento prende il largo. Gestisce in maniera intelligente “l’affaire Marquez”, ed il secondo posto vale oro in ottica mondiale. Bravo!

 

CAL CRUTCHLOW 8,5: Ennesima prestazione positiva del pilota Tech 3, con il secondo podio stagionale. Da una M1 privata è difficile, se non impossibile, raccogliere di più. Poche chiacchiere: merita una chance ufficiale. Super!

 

STEFAN BRADL 8+: Per il ragazzo di Augsburg finalmente una fine settimana redditizio. Vince la sfida contro il Dovi e fa sua la medaglia di legno. Gut!

 

ANDREA DOVIZIOSO 8: Più incisivo in prova che in gara, l’italiano sull’italiana, nonostante qualche acciacco, arriva alla bandiera a scacchi in quinta posizione. Subito gli amanti dei numeri hanno sottolineato che anche l’anno scorso la prima guida Ducati arrivò quinta, ma con otto secondi in meno di ritardo. Vero, verissimo. I ducatisti, però, sono più emozionati, perché c’è un numerino, il quinto, che la dice lunga. Guardare la classifica mondiale per credere. Bravo!

 

NICHY HAYDEN 7: Gara senza infamia e senza lode per l’americano desmodromico. Il solito compitino e niente più. Insipido!

 

MICHELE PIRRO 7,5: Undicesimo a Jerez, ottavo a Le Mans, settimo al Mugello; progressione che merita il giusto riconoscimento. Il lavoro svolto dal ragazzo di San Giovanni Rotondo è fondamentale per le future sorti agonistiche della Ducati. Mediano!

 

MARC MARQUEZ 4: Il giovane fenomeno della Motogp paga per la prima volta l’inesperienza nella massima serie. Quando si è al secondo posto, con il primo ad essere una lepre imprendibile, con poche tornate ancora da fare e con chi ti segue non più pericoloso, bisogna avere l’umiltà e l’intelligenza di mantenere la posizione fino al traguardo. I titoli anche così si vincono. Chi troppo vuole, nulla stringe!

 

VALENTINO ROSSI FATE VOBIS: Al di là dell’episodio con Bautista, ci sono quarantatré gare senza vittoria, quarantuno senza giri in testa, cinquantuno prove senza pole position. La classifica dice che nonostante una moto campione del mondo in carica, in grado di vincere due delle ultime cinque prove in calendario, è indietro non solo al pilota ufficiale della ex marca, ma anche alla privatissima M1 di Cal Crutchlow. Numeri, fatti, che dicono, inequivocabilmente, che Mister 9 volte è sul viale del tramonto. Nel 2004 Rossi passò alla Yamaha per dimostrare che nelle gare era sempre l’uomo/pilota a fare la differenza. Nel 2013 ha ricevuto la M1 ufficiale “sponsor gratias” e dietro anche le preghiere di chi diceva che era solo colpa della Ducati se non era più in grado di vincere. A ben vedere quando gli altri hanno avuto o ricevono lo stesso trattamento, la differenza non è stato e non è in grado di farla. Non troviamo la scusa dell’età, perché a trentaquattro anni tutto si è tranne che vecchi. Non troviamo neanche la scusa del cambio seamless, perché senza Lorenzo vince e, con, la Ducati no. Far notare queste cose per qualcuno suona come reato di lesa maestà. La verità è, invece…..ecco fate vobis!

 

YAMAHA 9: Lontana parente della versione francese, sulle colline toscane la M1 piazza due scudieri sul podio. Va detto che un ruolo fondamentale l’hanno giocato sia il polso di Jorge sia la foga di Marc.

 

HONDA 8,5: Senza l’errore di Marquez il bottino sarebbe stato più cospicuo. Resta, a mio avviso, la più veloce del lotto.  

 

DUCATI 7,5: Con, in pratica, la stessa versione del 2012, la casa italiana è ancora lontana dalle rivali giapponesi. Certo si evitano certe figuracce, ma occorre dare una decisiva svolta.

 

MISTERI: Chi ha scelto Andrea Iannone al posto di Scott Redding?

 

LA PERLA: “Scusa per la battutaccia”….”Ma no, ci sono abituato”.

 

TRASFIGURAZIONE DI TRASMISSIONE: A “Fuori Giri” ad un certo punto è sembrato di stare a “Porta a Porta”. Un bel grafico ha illustrato, nei minimi dettagli, la dinamica dello scontro Rossi-Bautista. Mancavano solo i plastici, un modulo Cid ed il jingle di “Via col Vento”. Qualcuno, poi, avrà creduto d’essere ad “Un giorno in Pretura”, visto come ha indossato la toga di Pm inquisitore di Bautista.

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di Alfredo Di Costanzo
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