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Motogp, Sachsenring: la pagella del Dicos


Motogp, Sachsenring: la pagella del Dicos
09/07/2012, 21:07

DANI PEDROSA 9,5: Il Sachsenring è la seconda casa del pilota di Sabadell. Solo nella qualifica la sua luce non brilla più delle altre. In gara è bravo nel non lasciar fuggire il Canguro Mannaro. Quando supera il rivale di casa, veste i panni della lepre. Tattica che induce Stoner alla caduta e che gli permette di salire in questa stagione per la prima volta sul gradino più alto del podio.

In classifica generale è staccato dalla vetta di sole quattordici lunghezze. A mio avviso, però, continua a non essere il favorito per la conquista del titolo. Un conto sono le vittorie, un altro le zampate per aggiudicarsi il mondiale. Una rondine non fa primavera!

 

JORGE LORENZO 8: Il fato gli restituisce quanto perso ad Assen. Prende però una bella paga dal duo Repsol. Quindici secondi sono un distacco notevole per chi ha voglia di primeggiare. E’ bravo e fortunato a massimizzare il risultato in una circostanza dove le Yamaha hanno semplicemente toppato. Affronterà la gara del Mugello da leader in classifica, ma senza l’aiuto della sua squadra, sarà dura rimanerci. Baciato dalla sorte!

 

ANDREA DOVIZIOSO 8,5: Il Dovi è in crescita e conquista un podio dal peso specifico pari a quello di una vittoria. Ai vertici della squadra corse di Iwata l’urlo di Andrea è arrivato chiaro. Sbeffeggia Spies, fa capire a Crutchlow che la testa in gara conta quanto il polso, la logica lo vorrebbe in sella nel 2013 ad una M1 ufficiale. Ecco la logica…..Da sportivo spero sia così, ma a quante cose illogiche abbiamo assistito ed assistiamo? Il marketing nel motociclismo moderno spesso sovverte l’ordine logico. Bravo!

 

BEN SPIES 6,5: Parte dalla seconda casella e….Sempre meno la copia di un talento che deliziò tutti noi in Sbk e nei primi due anni di Motogp. Per me dovrebbe cambiare aria, magari un bel pensierino alla rossa gli farebbe bene. Mistero!

 

STEFAN BRADL 8: Nell’anno del debutto nella top class cogliere un quinto posto alla guida di una moto privata è un bel risultato. Mette indietro piloti che hanno più esperienza e che addirittura guidano moto ufficiali. La Honda potrebbe l’anno prossimo speziare il binomio spagnolo con una salsa tedesca. D’altronde il sapore e lo stile hanno un qualcosa di australiano. Manico interessante!

 

VALENTINO ROSSI 5: Sesto a 28 secondi dal vincitore. Vero, è il primo della pattuglia Ducati. I colleghi di marca insieme, però, non percepiscono neanche un decimo dell’ingaggio di Rossi. Colleghi, senza offendere nessuno, lontani anni luce dall’essere agonisticamente dei Pedrosa, Stoner Spies o Crutchlow. Eppure Hayden in classifica è lì a soli sei punti. Capisco i peana da parte di un certo star system, perché altrimenti niente trippa per gatti. Comprendo meno gli osanna per quanto fatto da Rossi al traguardo. Quando era bagnato, il prete di turno probabilmente avrà dimenticato di benedire l’acqua. In gara, sull’asciutto, le prende da un debuttante e da due moto private. Preso per vincere, pagato come un vincente, continua a deludere!

 

CASEY STONER 6,5: Il voto nasce dalla media tra il 9 ed il 4. Il primo voto è per come si è espresso fino all’ultimo giro. Pole position, in lotta per il primo gradino, guida da brivido. Brivido che fa vivere anche quando osa laddove altri si sarebbero accontentati. Ed ecco il secondo voto. Qualcuno, forse perché mosso dal rimpianto di non poterlo avere come pilota da assistere o perché semplicemente il caldo gli ha dato alla testa, ha affermato che il pilota Honda non è freddo come un vero campione deve essere. Se non erro è lo stesso qualcuno che affermò nell’agosto del 2009 che Casey non avrebbe più vinto una gara; diciotto ne ha vinte da allora. Bene, in tutta sincerità ad uno che si accontenta, che non rischia nonostante la paga divina, ad un tassista dalla risata facile ma dai risultati tristi, preferisco uno che gode solo quando vince. Non cadeva dal Gp del Portogallo del 2010, e chiedo allora perché avercela così con Casey? Parliamo di uno che male che va è riuscito dove altri hanno fallito. Il solo titolo del 2007 in termini di valore assoluto è un qualcosa di straordinario. Ad oggi neanche chi sulla carta ha più titoli e che ha fatto creare il reparto riciclo telai in Ducati, ha vinto non dico un mondiale, non dico tre gare, dico una gara che sia una. Costui allora cosa sarebbe, un ghiacciolo sciolto? L’anno scorso alla prima sulla Rc 212 V, primeggia su chi la guidava dal 2006. Quando si parla di un sentimento come il motociclismo, chi si appella ai freddi numeri a mio avviso non è mosso da vera passione. Numeri, poi, che se presi davvero per quello che sono, raccontano di altri “migliori”. La guida di Casey vale il sorbirsi la noia di gare senza pathos ed insipide. Lui è diventato il Canguro Mannaro proprio perché è uno che non si accontenta. E’ uno che corre per vincere, mica uno che se non ha il pacchetto migliore nemmeno sfiora il podio. I conti, è vero si fanno alla fine. Ma c’è già una certezza: ci mancherà!

 

CAL CRUTCHLOW 5: Prende paga dal Dovi e chiude solo ottavo. Questa volta per la simpatica canaglia c’è poco da sorridere. Rimandato!

 

HONDA 10: Due missili alati hanno bruciato tutti sull’asfalto tedesco. Aspettavamo una reazione da parte della casa di Tokyo ed è venuta fuori una contromossa che ha annichilito le moto di Iwata. I piloti lamentano ancora il fastidio del chattering, e non oso immaginare quando questo problema sarà risolto, dove saranno le Rc 213 V…..Stellari!

 

YAMAHA 7: L’equilibrio tra ciclistica e motore che ha permesso ai suoi piloti di ben figurare fino all’altro ieri, si è sciolto come neve al sole al Sachsenring. Hanno Lorenzo in cima alla classifica, ma senza un cambio di rotta repentino, il sogno mondiale per lo spagnolo rimarrà tale. Al lavoro!

 

DUCATI 5: Vero che chi doveva regalare lustro alla casa italiano delude. Delude, però, anche la moto. Ed è colpa di tutti, dai tecnici ai piloti. Sotto processo!

 

GARA 3: Una noia soporifera……Valeriana eterea!

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di Alfredo Di Costanzo
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