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Multa per i cori dei bambini

Multa per cori ingiuriosi, la Juve non ci sta


Multa per cori ingiuriosi, la Juve non ci sta
04/12/2013, 10:11

La legge è uguale per tutti. Questo deve aver pensato il giudice sportivo Tosel nell'applicare le regole sanzionando la Juventus con una multa di 5000 euro "per avere suoi (giovanissimi...) sostenitori rivolto ripetutamente ad un calciatore della squadra avversaria un coro ingiurioso". Si tratta dei cori rivolti a Brkic nel corso di Juventus-Udinese quando i 13 mila bambini presenti hanno accompagnato ogni rinvio del portiere friulano con un inequivocabile "m...a!".
L'ammenda è legittima: non importa da chi provengano i cori, da chi provenga lo scherno, anzi, il fatto che fossero bambini dovrebbe far usare una mano ancora più pesante.
Di tutt'altro avviso la Juventus che ha risposto alla sanzione con il seguente comunicato:

"Juventus Football Club esprime il proprio sconcerto per l'ammenda comminata dal Giudice Sportivo alla Società "per avere suoi (giovanissimi...) sostenitori rivolto ripetutamente ad un calciatore della squadra avversaria un coro ingiurioso".

Ovviamente Juventus Football Club non intende avviare l'iter consueto di giustizia sportiva su una vicenda che non merita alcun ricorso. L'iniziativa complessiva ha coinvolto quasi 13 mila ragazzini, grazie alla collaborazione di Federazione Italiana Giuoco Calcio, Lega Nazionale di Serie A, Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, Questura di Torino, Associazione Italiana Calciatori, Ufficio Regionale Scolastico, Comitato Regionale Piemonte e Valle d'Aosta FIGC LND, Comune di Torino, GTT, Centro Unesco di Torino e Commissione Italiana per l'Unesco. 

"Gioca con me... Tifa con me" è stata un'iniziativa che ha suscitato emozione ed apprezzamento da parte di tutti e, nonostante questo increscioso strascico disciplinare, proseguirà anche in occasione di Juventus-Sassuolo. Con l'auspicio che presto gli usuali frequentatori degli stadi (non solo dello Stadium) possano trovare modalità civili di interazione con i protagonisti in campo e tolleranti tra loro".

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di Elisa Manacorda
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