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Protesta contro la tessera del tifoso

Multa salata o chisura della curva per i fumogeni degli ultras


Multa salata o chisura della curva per i fumogeni degli ultras
19/10/2009, 14:10

NAPOLI - La protesta degli ultras della curva A contro la tessera del tifoso potrebbe avere delle ripercussioni negative per la prossima partita casalinga. Il Napoli si accontenterebbe di una multa, basta evitare la squalifica del San Paolo, anche solo limitata al settore dei gruppi organizzati. A questo punto della stagione, ed in un momento di difficoltà, la squadra non può perdere il sostegno della tifoseria. Per risalire la china c’è bisogno di tutto il calore possibile della gente, lo ha chiesto pure l’allenatore. Quel calore che solo Napoli ed i napoletani possono dare. Il San Paolo un fortino inespugnabile anche per squadre più blasonate. Il Napoli è atteso da un ciclo di fuoco e per uscirne a testa alta servono all’appello tutte le componenti. A partire dal “fattore campo”.
Quanto successo ieri in curva A, con l’esplosione di petardi e il colore dei fumogeni, merita una riflessione. I petardi sono da condannare. Senza esitazioni. I fumogeni, il colore, le bandiere, gli striscioni di sostegno alla squadra invece no. E’ assurdo che si tenti di svuotare lo stadio con una repressione ad orologeria che alimenta ed acuisce sempre di più lo scontro. I fumogeni, insieme alle bandiere, rappresentano le tradizioni più belle del tifo organizzato; le migliori coreografie storiche sono state fatte proprio col gioco di colori ed il fumo emanato dalla “torcia”. La discussione è aperta. Sarebbe, però, assurdo squalificare il San Paolo per quanto successo durante Napoli - Bologna. Pure perché di “bombe” se ne sentono ogni domenica, in ogni stadio, in qualsiasi curva. E non succede nulla. Per non parlare dei cori razzisti e degli striscioni offensivi, di stampo leghista, contro i napoletani esposti puntualmente quando la truppa azzurra gioca soprattutto al Nord. Nessuno ne ha parlato. Non sono arrivati provvedimenti duri come la squalifica del campo o la chiusura parziale dello stadio. Di esempi ne potremmo fare centinaia. Nessuno vede, nessuno sente.
Col Napoli, invece, non fanno sconti. Al primo errore, per carità sempre da condannare, scatta la squalifica. Non si tratta di vittimismo. Sono i fatti. Nudi e crudi. Un accanimento spesso ingiustificato. L’anno scorso hanno tolto al popolo azzurro le trasferte per i “non fatti” di Roma. Quest’anno, per un petardo e due fumogeni, stanno già meditando di chiudere la curva.
Questa volta, però, il presidente Aurelio De Laurentiis non subirà l’ennesimo torto in silenzio. Si farà sentire, proprio come vogliono i sostenitori. E qui la tessera del tifoso, contestata pure da molti presidenti come il vulcanico Maurizio Zamparini, non c’entra nulla. Si tratta di tutelare la squadra, la città ed una tifoseria che non ha mai fatto mancare sostegno e calore, soprattutto nei momenti difficili. Una tifoseria che ha già pagato abbastanza per vicende comuni a tutte le curve del mondo. 
 
 

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di Giovanni De Cicco
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