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Napoletani residenti a Londra, tifosi in incognito


Napoletani residenti a Londra, tifosi in incognito
08/03/2012, 09:03

POCHI e molto probabilmente in incognito. È l’identikit dei tifosi del Napoli residenti a Londra che sono riusciti ad aggiudicarsi un biglietto per la sfida di mercoledì. Si mescoleranno ai sostenitori dei Blues, parleranno inglese e cercheranno di passare inosservati fino al calcio d’inizio. Del resto, hanno tribolato tanto per esserci e non hanno alcuna intenzione di essere “rimbalzati” dalla polizia proprio sul più bello. La ricerca di un tagliando è spasmodica e l’inventiva è stata necessaria per aggirare i divieti. La missione Stamford Bridge si è rivelata complicata. Il modo più semplice – dotarsi della membership card del Chelsea – è stato bloccato sul nascere dalla dirigenza dei Blues che non le rilascia da più di un mese. Qualcuno ha deciso di utilizzare la tessera gentilmente offerta (o pagata profutamente) da un fan di Drogba e Lampard non interessato al match, ma il rischio di essere fermati ai varchi resta concreto. Meglio a quel punto l’opzione “friends and family” riservata agli abbonati che possono acquistare biglietti per amici e parenti che, dunque, non dovranno avere la membership card per accomodarsi in tribuna. Molti hanno fatto così. Il sogno – realizzato solo dai più fortunati – è un posto in un “corporate box”, spazio riservato alle aziende che ne hanno prenotato uno a Stamford Bridge, ma in questo caso bisogna avere le conoscenze giuste. La certezza è una sola: la maggioranza resterà fuori. Quelli del Club Napoli London ci hanno rinunciato: «È un’ingiustizia – spiega il fondatore Marco La Nave – che la partita sia vietata ai napoletani che vivono qui». Il Chelsea utilizzerà la mano ferma e ha giocato d’anticipo promettendo il rimborso a chiunque abbia biglietti diversi dal settore ospiti. Mazzarri, intanto, conserva ancora una piccola speranza di poterci essere: il tecnico aspetta la convocazione da parte del Tas di Losanna. «A partire da oggi, ogni giornata può essere quella buona. L’obiettivo è una riduzione della pena sportiva a due turni di stop con il congelamento della seconda», spiega l’avvocato Grassani a radio Goal.

FONTE: REPUBBLICA

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di Luigi Russo Spena
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