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LO SCRIVE "REPUBBLICA"

"Napoli, è l'impresa più grande della tua storia"


'Napoli, è l'impresa più grande della tua storia'
08/12/2011, 09:12

I cinque minuti di recupero sono stati un dolce conto alla rovescia, con la vittoria sul Villarreal messa al sicuro dai gol di Inler e Hamsik, nella ripresa. Il Napoli è negli ottavi di Champions, traguardo centrato solo 21 anni fa da Maradona. Ma questa è un’impresa più grande, perché gli azzurri sono partiti dalla quarta fascia e hanno eliminato il City. Dopo un girone fantastico e un’ora di pura sofferenza. L'approccio del Napoli con la partita è stato difficoltoso. Evidente la tensione tra gli azzurri, visibilmente contratti. La squadra di Mazzarri ha fatto troppa fatica a prendere il comando delle operazioni, attaccando con scarsa lucidità la difesa del Villarreal. Gli unici pericoli sono arrivati dalle volate di Maggio e da un tiro da lontano di Hamsik. Nemmeno la notizia del vantaggio del City ha dato la scossa. La tensione è addirittura aumentata dopo l’intervallo, con l’assurda espulsione subita da Mazzarri, per uno spintone a Nilmar davanti alla panchina. Un gesto inspiegabile. Ma il Napoli ha saputo trasformarlo in una scossa, con i gol di Inler e Hamsik nello spazio di una manciata di minuti. E il sogno è diventato realtà. Azzurri agli ottavi e il City eliminato. «Abbiamo vinto col cuore e con la rabbia», ha detto Hamsik esultando alla fine. «Nel primo tempo non abbiamo avuto la giusta personalità, poi nell’intervallo ci siamo guardati in faccia ed è cambiato tutto», ha concluso Lavezzi. Nessun altro ci avrebbe scommesso, ad agosto. De Laurentiis ci credeva e aveva tirato le somme addirittura prima del fischio d’inizio («Ormai la squadra è matura e ha imparato come si affrontano partite come questa. Quando gioca il Napoli sono sereno e non mi saprei spiegare perché…»), senza neppure aspettare il risultato.
Il presidente ha spiegato anche che le prossime mosse sul mercato non verranno condizionate dalla serata di ieri allo stadio Madrigal. «A gennaio non devo farmi nessun regalo. La mia scommessa è proiettata sul futuro e sulla crescita, non soltanto sul presente. Mazzarri e Bigon hanno condiviso in pieno questa nostra filosofia: comprare un giocatore dopo l’altro può solo compromettere l’equilibrio dello spogliatoio. In attacco, per esempio, abbiamo già quattro attaccanti di spessore come Cavani, Lavezzi, Hamsik e Pandev, senza dimenticare Mascara, Santana, Lucarelli e Chavez. E se prendessimo un’altra punta, sul mercato, molto probabilmente finirebbe per rimanere in panchina». Nei piani di De Laurentiis non c’è nemmeno il rientro alla base di un talento come Insigne. «È un bravo attaccante, ma dovrà giocare la serie A in una squadra di mezza classifica, che gli consenta d’essere titolare e protagonista: non ha senso che venga da noi per restare quasi sempre a guardare. Poi, se si confermerà, sarà pronto per tornare nel Napoli», ha messo in chiaro il presidente, ricordando ai tifosi azzurri l’importanza delle conferme dei big della squadra. Cavani & C. non si muoveranno. «Abbiamo bisogno di loro anche nella seconda parte del campionato, che sarà importante almeno quanto l’Europa». L’avventura continua.
FONTE: REPUBBLICA
 

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di Redazione
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