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IL PROGETTO

Napoli, 10 milioni per i rinforzi


Napoli, 10 milioni per i rinforzi
13/10/2010, 11:10

Si fa sul serio. In silenzio, ma si opera per rendere sempre più moderno il club e competitivo l’organico del Napoli. La squadra va, soprattutto adesso che pure la condizione comincia a tradursi in gare entusiasmanti e vincenti. Secondi in classifica, al fianco di Inter e Milan, secondi pure nel girone dell’Europa League, nonostante una rosa valida ancorché risicata. Si può ipotizzare di reggere questo ritmo, di mantenere le attuali posizioni? Fino alla sosta di dicembre non dovrebbero esserci brutte sorprese, gli azzurri viaggeranno con la spinta della preparazione estiva e sull’onda emotiva di un rendimento costante e già apprezzato dal “movimento” come tale da poter ambire anche allo scudetto.

TRICOLORE NO. È un po’ troppo, un intento esagerato anche agli occhi del più incallito dei fan. Il tricolore no, ma se il ritmo soprattutto delle avversarie dovesse rimanere così blando, allora sarebbe obbligatorio provare a trasformare il pensierino Champions in fatto concreto. Ora è presto per prendere decisioni, per allargare il fronte del programma stagionale. Bisogna arrivare a gennaio, ma senza restare spiazzati, impreparati di fronte alla mutata prospettiva stagionale. Se lotta ad un posto Champions sarà, lo si saprà solo alla sosta. Per adesso il NapolI si sta interrogando al proprio interno ed organizzando di fronte alla dorata eventualità.

IL SUMMIT. Ecco perché giovedì della scorsa settimana è stato organizzato un summit di mercato all’interno della sede del club. A Castelvolturno erano presenti il dg Fassone, il ds Bigon, il tecnico Mazzarri e il team manager Santoro. Al telefono, da Roma, il presidente Aurelio De Laurentiis.

IL TESORETTO. Per il patron una notizia apparentemente poco felice, poi diventata interessante. Il numero degli abbonati quest’anno è inferiore a quello previsto (11mila), pur nella consapevolezza che la Tessera del tifoso avrebbe portato ad una contrazione di abbonati. Ma, a conti fatti, i benefici sono arrivati al botteghino in maniera diversa. Attraverso la vendita singola dei biglietti, che farà confluire nelle casse del Napoli un ammontare di circa 5 milioni di euro fino alla sfida di giovedì contro il Liverpool al San Paolo. Introiti se non inattesi, quanto meno insperati e che vanno a sommarsi al tesoretto da 5 milioni, già in deposito nelle casse del Napoli e destinato al mercato di gennaio. Le due cifre messe insieme determinano una somma complessiva di non meno di 10 milioni di euro. Soldi che verranno verranno messi a disposizione del ds Bigon e investiti sul mercato, qualora si riuscisse ad arrivare ai rinforzi realmente utili al potenziamento della squadra.

LA STRATEGIA. Ma la strategia del club potrebbe anche permettere di ingaggiare calciatori di primo piano, senza necessariamente spendere cifre importanti nell’immediato. L’operazione è quella che ha permesso al club azzurro di ingaggiare questa estate Edinson Cavani e potrebbe essere riproposta a gennaio. Con un investimento moderato in prima battuta, per poi corrispondere il saldo spalmato nei canonici due o tre anni di esercizio. Il potenziamento della squadra prevede quattro rinforzi da ingaggiare nel lasso di tempo che intercorre tra gennaio e giugno. Due difensori, un centrocampista e una punta, però tutti calciatori che siano in grado di giocarsi il posto con gli attuali titolari. In buona sostanza, non comprare per comprare, ma investire per rendere l’organico ancora più competitivo di quello attuale. I nomi? Ovviamente top secret. Di certo Mazzarri ha ribadito la propria stima per i difensori Britos del Bologna e Ruiz dell’Espanyol, oltre ai mediani Inler dell’Udinese e Sissoko della Juventus. Per l’attacco, quello di Maxi Lopez resta sempre il nome maggiormente gradito, ma diventerebbe complicata la gestione di un attaccante che non accetterebbe un ruolo di subalterno ai titolari. Meglio un giovane di buone prospettive. Magari Marilungo della Sampdoria. Bigon ha ricevuto le consegne e sta già lavorando a fari spenti.

Fonte: Raffaele Auriemma per "Il Roma"

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di Salvatore Formisano
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