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SCRIVE ANTONIO CORBO

"Napoli, 5 gare per dare la svolta alla stagione"


'Napoli, 5 gare per dare la svolta alla stagione'
16/01/2012, 11:01

Il derby di Milano ha scippato la notturna della domenica al Napoli, squadra record nei contatti tv. Per far cassa, eccolo stasera. Ha deciso ancora una volta l’invisibile dittatura di reti a pagamento e sponsor. Sempre di sera, ma in uno strano lunedì. Mai di pomeriggio al San Paolo finora. Hanno ormai smesso di protestare le categorie commerciali danneggiate dalla concorrenza, oltre ai tifosi che tornano in provincia e nelle isole: guai però a toccare il business degli altri, questa è una città rassegnata a tutto. Non vuol piegarsi però nel calcio.
Riprende la rincorsa, cominciata con due vittorie pirotecniche a fine e inizio anno. Sei punti: sei gol al Genoa, tre al Palermo. Qualcosa è cambiato, in meglio. L’Udinese sconfitta ieri si vede ormai da vicino: se il Napoli batte stasera il Bologna, va a 5 punti dal terzo posto, obiettivo minimo del campionato. Non male, se lo spettacolo continua anche in Champions e Coppa Italia.
Più che le tabelle tracciate in segreto, è il calendario a guidare il Napoli. Seguono le morbide gare con Siena, Genoa e Cesena, prima della sfida che decide quasi tutto. Il 5 febbraio a San Siro con Il Milan. In questo ciclo c’è la svolta. Possibile una fantastica rimonta, se il Napoli non sottovaluta il Bologna, come giovedì sera il Cesena.
Nessuno si fermi alla cifre: sono fuorvianti. Il Napoli con il secondo attacco del campionato (32 gol) si misura con il Bologna che ne ha segnati la metà, 16, meglio solo del Cesena. Così distante nel potenziale offensivo, il Napoli non trascura le ansie del Bologna: è quart’ultimo, il posticipo lo rende più teso, sapendo che Cesena e Lecce sono a ridosso con le vittorie della domenica. C’è poi un complesso inconfessabile: Pioli. Con il Chievo ha battuto due volte il Napoli di Mazzarri, squarciandone la difesa a tre. Un fantasma al centro e un attaccante mobile in orizzontale: Pellissier era seguito da Granoche a Napoli (1-3), ancora Pellissier da Moscardelli a Verona (2-0). Mazzarri non avrà dimenticato quelle sberle, orgoglioso com’è si sarà attrezzato. Anche se Pioli ritenta i tranelli. Con il Bologna schiera una difesa attenta nel gioco alto da destra il rapido Raggi, quindi il vichingo Antonsson e il mancino Cherubin che vedrete nei colpi di testa incollato a Cavani. Centrocampo a 4: ad aspettare Hamsik, l’uruguaiano Perez che nella sua nazionale soffia il posto a Gargano. Accanto c’è Mundingayi, massiccio come un tronco d’ebano, in contatto con Inler. Sulle corsie due esterni che portano la difesa a 5: Pulzetti, ex tornante, a destra, e Morleo a sinistra. Che si scambierà con Cherubin sia Maggio che Pandev. Un mulinello nevralgico negli equilibri tattici. Il Bologna in avanti nasconde un’altra insidia: offre due attaccanti larghi, Di Vaio e Acquafresca, lasciando tra i cespugli il giovane fantasista Ramirez, che costringerà Gargano ad abbassarsi. Il Napoli lo trattò in estate, ora vale cinque volte di più.
Mazzarri è al centro della scena. Non solo per aver lealmente riconosciuto uno dei tre errori commessi giovedì: aver fatto giocare Vargas fuori condizione. Il giovane talento cileno era frastornato come un clandestino nella formazione e negli schemi, e anche fuori ruolo. Dimenticare Vargas è il primo obiettivo, anche se non sarà facile recuperare un ragazzo così quotato. Mazzarri cominciò con il Napoli proprio contro il Bologna: qui, il 18 ottobre 2008. È curioso confrontare le due formazioni: per otto undicesimi era quella di stasera. Mancano Contini, Datolo e Quagliarella. Nuovi sono Dossena (o Zuniga) Pandev e Cavani. Si dimostra che ereditò da Donadoni una struttura molto forte, al punto da emarginare in breve tempo un plotone di acquisti, ma si ha pure un interessante identikit tecnico. I risultati dicono: non ha rinnovato il Napoli, ma migliorato il vecchio. Non costruisce, ha però una guida brillante.
FONTE: ANTONIO CORBO PER “REPUBBLICA”

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di Redazione
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