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PARLA CIRO FERRARA

"Napoli, approfitta delle difficoltà del Chelsea"


'Napoli, approfitta delle difficoltà del Chelsea'
21/02/2012, 10:02

Chi meglio di Ciro Ferrara può rappresentare o core e’ Napule alla vigilia di questa sfida all’Europa dei Grandi che mancava dai tempi di re Diego? Da scugnizzo a campione, il c.t. dell’Under 21 è un figlio amatissimo del Vesuvio e segue la «sua» squadra con lo scrupolo dell’allenatore abbinato alla passione del tifoso: il massimo.
Caro c.t.: ottimista?
«Sempre. Bisogna pensare positivo: lo ripeto spesso ai miei ragazzi».
Il Chelsea può essere definito l’Inter della Premier: sta vivendo una crisi infinita...
«Bisogna approfittarne, allora, tenendo presente che si tratta pur sempre di superare un gruppo di campioni».

Il che vuol dire...

«Maneggiare con cura. La sfida decisiva è la prima, per noi e per loro. E io tengo bene a mente che il Napoli può far più male in trasferta».
Ragionando da difensore... sarebbe positivo anche lo 0-0?
«Non mi strapperei i capelli. È più determinante non prendere gol che farne in questo primo round. Però non mettiamo limiti alla provvidenza... ».
VillasBoas cercherà fino all’ultimo di recuperare Terry: si aggrappa ai veterani per salvare la panchina.
«Non possiamo sapere qual è l’esatta situazione in casa Chelsea, se cioè davvero è a rischio la posizione del giovane allenatore. Sappiamo che non vin-quando affronti in coppa un avversario del genere devi sempre fare attenzione al fattore orgoglio di giocatori sempre in grado di farti male. Però noi stiamo respirando un clima favorevole: anche il Napoli può fargli male».
Anzi, Napoli favorito per molti bookmaker: di solito se ne intendono.
«È una spinta importante e ti fa capire che razza di scalata sei riuscito a compiere. Ora manca giusto l’ultimo gradino, questo gruppo di Mazzarri deve vincere un trofeo per certificare la grande crescita. Magià il fatto di affrontare con i favori del pronostico una formazione inglese che solo nel 2010 aveva vinto scudetto e coppa dev’essere motivo di orgoglio per tutto l’ambiente e in particolare per i giocatori, cresciuti in questi anni nella considerazione della critica».
A proposito di giocatori, chi può essere l’uomo decisivo?
«Dico Maggio» . No, non vale, è un terzino come lei... «È un gregario e io amo questo tipo di giocatore tutto sostanza. Peccato non sia in età per la mia Under... Non dimentico però che un certo Cavani ci ha già risolto parecchie partite, la coppa lo esalta».
Ci pensi, questo Napoli può salire più in alto del suo, che vinse 2 scudetti e la coppa Uefa. Quello di un certo Diego Maradona.
«Sì ci penso e glielo auguro, di tutto cuore. Chiaro, nella nostra epoca la coppa dei Campioni prevedeva partite a eliminazione diretta e noi al primo anno beccammo subito una delle migliori edizioni del Real Madrid». Ostacolo non difficile, insormontabile... «Però va fatto un applauso grande così a DeLaurentiis, capace di risollevare il club dalla polvere del fallimento per portarlo in pochi anni nella élite europea».
Quindi qui a Napoli non esiste solo l’arte di arrangiarsi, si possono varare e portare a compimento anche i progetti seri...
«Eh la cosa meravigliosa è proprio questa: nella città dell’improvvisazione è stato programmato un successo. Con costanza, serietà, realismo. Siamo passati da una situazione drammatica alla gioia di questi confronti d’alto bordo. Nulla è stato lasciato al caso e il progetto è di grande prospettiva, si va avanti con sicurezza. Ripeto, la prossima tappa è alzare al cielo un trofeo, serve una consacrazione oggettiva».
Servirebbe anche uno stadio modello Juve.
 «E non soltanto qua... Sì, sì, lo stadio aiuterebbe tantissimo l’ulteriore crescita. Sessantamila napoletani indiavolati senza la pista a dividerli dai giocatori... Va fatto, va fatto».
Magari copiando proprio l’altro club della sua vita: delle Alpi abbattuto ma non troppo.
«Ottima idea, che sottoscrivo a una condizione: non deve sparire il nome San Paolo. Ho troppi bei ricordi, per tutti noi di quell’epoca sarebbe una crudeltà insopportabile ». Napoli Stadium San Paulus: non suona male.
FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT

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di Redazione
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