Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

L'URLO AZZURRO

Napoli, avanti con il LAHACA


Napoli, avanti con il LAHACA
28/09/2010, 09:09

Che in Italia il calcio fosse vissuto alla stregua di una religione, è una fedele e storica diagnosi sociologica nonché un abile e fertile input letterario. Ed accostarlo nell’orbita temporale alla vera e propria liturgia della Santa Messa, nella domenica della brava gente, è persino un impeto audace.

Mai mettere limiti alla Provvidenza. Le innovazioni ed il progresso vanno sempre accolti con favore e prosperità. Sicchè, avvento messianico ed evento mediatico si intrecciano nel culto pagano che moltiplica pane e pallone proprio all’ora di pranzo. Curioso pensare che il famoso “calcio spezzatino” sia stato preso talmente alla lettera che alla fine il pallone ce lo siamo ritrovati proprio a centro tavola. Il calcio sui maccheroni.

Da quest’anno la prova del cuoco tocca a tutti. Ed è anche suggestivo e conciliante doversi confrontare nello spazio conviviale. Rilassa le membra. E stimola la fantasia. L’happening tecnico-prandiale del Napoli è succulento, abbondante e straordinariamente appetitoso. I Guerrieri azzurri levano la bocca dal fiero pasto dopo aver consumato l’itinerario gastronomico con la voracità e la ferocia di undici leoni insaziabili. Delizie e leccornie da godimento calcistico. La piadina romagnola è gustosa, fragrante ed irresistibile. Fate l’amore col sapore.

Una “Parolo” è poco e quattro gol sono tanti. Bellissimi e sublimi. Lavezzi va a 100 all’ora, Hamsik è un Iceberg, Cavani è Fratello Sole. Romagna mia, Romagna in fiore. Non ho l’Eto’o. Ma ho l’età dell’Oro di Edinson, che ne ha messi dentro quanto lo zio Sam interista. Gimme five. Cinque volte Edi, alzando gli occhi verso la luce. La fede immensa di un volto cristizzato che sembra un angelo caduto dal cielo. Un’Ode celestiale a ritmo di gol. Tanto già lo so, tanto già lo so, SEGNA IL MATADOR!

Gli americani dicono "Mamma butta la pasta" per far capire che la storia è finita. Il Napoli in 20 minuti mette in ebollizione il Manuzzi. Le mille bolle azzurre, champagne per brindare a un incontro, un rave party a cielo aperto. Cumbia, Tango e Rock and Roll. La melodia intensa e struggente della Rumba de’ scugnizzi che scuote il lungomare di Cesenatico e arriva fino al Peter Pan di Riccione.

Il Pocho balla sulle punte, Marek agita la criniera, Edinson è la luce che illumina la Costiera Romagnola. In un solo urlo "LAHACA". Che assomiglia alla danza di battaglia Maori, ma che è l'Inno alla Gioia della Meraviglia napoletana. Una Filastrocca ipnotica, un versetto satanico, un canto dantesco. La bocca sollevò dal fiero pasto. Il Coraggio dei Leoni, l’Anima dei Guerrieri, lo splendore dei Bronzi di Riace. La Messa è finita, andate in pace…

Fonte: SSC Napoli

Commenta Stampa
di Salvatore Formisano
Riproduzione riservata ©