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LO SCRIVE "REPUBBLICA"

"Napoli, con Cavani e Lavezzi puoi stare sereno"


'Napoli, con Cavani e Lavezzi puoi stare sereno'
05/03/2012, 12:03

Ibra ha 18 reti con sei rigori in venti gare, gli ultimi 3 sabato scorso a Palermo. La coppia di star sudamericane di più: Cavani 16 con 2 soli rigori, Lavezzi 7 ma con mira finalmente rettificata, nel 2012 è spietato il suo internodestro. Con artisti del gol così ispirati, il Napoli entra sereno nel mese che decide la stagione: il 14 a Londra con il Chelsea per i quarti di Champions, il 18 l’Udinese per parlare un po’ di terzo posto, il 21 con il Siena la semifinale di Coppa Italia. Ancora più del Milan, è il Napoli a ribadire questa elementare legge: decidono i campioni, il Napoli ne ha, può vincere anche giocando male. Sono i bravi che sfruttano la miopia degli arbitri: a Lavezzi si contesta il “fuorigioco di rientro”, rivelato solo dalla più zelante delle moviole, ma chi se non Lavezzi poteva inventare minuetto e tiro del suo destro fatale per il secondo gol proprio mentre la squadra arrancava? Mazzarri riconosce che il Napoli ha ottenuto più dei suoi meriti. Onesto, ma incompleto. Vada oltre: dica pure che nel Napoli vi sono campioni formidabili, che altri non hanno; che il quinto posto attuale va ancora stretto se la squadra monta un potenziale offensivo da 34 reti in 4: Cavani 16, Lavezzi 7, Hamsik 6, Pandev 5. Più che le nequizie di arbitri e sfortuna, ha inciso la discontinuità per infelice gestione del turnover e cali di concentrazione, con l’alibi della Champions. C’è una spiegazione alla palese inferiorità dinamica del Napoli. Poco lucido, in ritardo nei contrasti. Perché? Il Parma aveva dominio tattico e possesso palla con giocatori più veloci e agili. Campagnaro e Fernandez erano Suv a marce basse contro Smart. Per fortuna rimediava Cannavaro, il migliore con Cavani e Lavezzi. Al Napoli manca un difensore rapido sul breve, l’unico è Grava, non basta. Se ne ricorderà al mercato? Donadoni ha messo bene in campo una squadra senza punte: il piccolo Giovinco generoso apripista, assistito dall’acerbo Okaka in attesa di Biabiany e Modesto da destra e sinistra, opposti sulle corsie al debole Dossena e Maggio. Parma a specchio con difesa a 3, due esterni e centrocampo a 3. Qui il Napoli ha sofferto: per un’ora si è dissaldato Hamsik prima di consolidare il pacchetto con Dzemaili e il fatuo Gargano, impegnato nella velleitaria imitazione di Pirlo o Xavi. Prevaleva il Parma in quella zona con Masacci attivissimo regista, gli insidiosi Mariga e Galloppa più avanti. Mazzarri ha perso la pazienza e ritirato Gargano per Inler: è cambiato poco nel rapporto con il Parma, ma tutto quando Lavezzi accorato trascinatore ha deciso. Nel calcio come sul tavolo verde vince chi ha le carte giuste.
FONTE: REPUBBLICA
PdM

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di Redazione
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