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PARLA GIORDANO

"Napoli, credi ancora nella corsa alla Champions"


'Napoli, credi ancora nella corsa alla Champions'
15/04/2012, 10:04

Il dramma di Morosini ha fatto tristemente calare il sipario su questa giornata di calcio. Un grande ex, Bruno Giordano, ha le lacrime agli occhi. «Un dolore enorme, abbraccio i compagni e i tifosi di questo ragazzo. Ricordo altri momenti drammatici, come il malore che colpì Manfredonia a Bologna».

Il bomber del primo scudetto del Napoli avrebbe dovuto recarsi oggi a Lecce, come opinionista di Mediaset. «Azzurri in crisi? È una fase di appannamento, da preventivare in una stagione così intensa e difficile: il riscatto è possibile, a cominciare dalla prossima partita».

Che succede al Napoli? «Calo mentale più che fisico. Ho visto le partite con la Lazio e l’Atalanta e ho avuto questa percezione. È il contraccolpo psicologico per l’eliminazione dalla Champions. È passato un mese dalla notte di Londra, il Napoli deve reagire e dimostrare che è grande, come lo è stato fino a poche settimane fa».

Anche fisicamente la squadra è apparsa giù. «Perché la testa non è libera. Se non sei tranquillo, non riesci a lavorare bene e non hai entusiasmo. Ci può stare. Ma ora si deve voltare pagina». Nelle ultime tre partite nove gol subiti e solo un colpo dei tenori, quello di Lavezzi contro l’Atalanta. «Quando si subiscono tante reti, tre a partita, la responsabilità non è del portiere o di un difensore: il discorso riguarda la squadra. Un solo gol del tridente? Finora questi giocatori sono stati straordinari, in particolare Cavani e Lavezzi: un momento di difficoltà può starci».

E se Lavezzi fosse distratto dal mercato, dalla maxi-offerta dei russi dell’Anzhi? «Sono voci che da sempre accompagnano noi calciatori. Ricordo che nell’85, ultimo mio anno nella Lazio prima del trasferimento al Napoli, alla vigilia del derby scrissero che sarei passato alla Roma... Credo che un giocatore possa essere un po’ influenzato, soprattutto se i tifosi allo stadio rumoreggiano, ma alle notizie di mercato si fa l’abitudine. D’altra parte sulla professionalità di Lavezzi e dei suoi compagni non possono esservi dubbi: è in gioco il loro futuro in queste settimane».

In che senso? «Un giocatore che vuole aspirare a cambiare squadra o a migliorare lo stipendio deve sforzarsi di dare il massimo, soprattutto nel momento cruciale della stagione e credo che gli sforzi compiuti dai giocatori del Napoli in questi anni dimostrino la loro professionalità, oltre che le loro qualità».

A proposito di attaccanti: Cavani è stanco e a Lecce sarebbe partito dalla panchina.«Mazzarri meglio di tutti lo conosce e penso che in qualche circostanza lo abbia fatto giocare anche quando non era al massimo proprio confidando nelle sue doti, in quei colpi che possono risolvere le partite. Edi non ha segnato nelle ultime giornate, al di là di questo potrebeb avere bisogno di tirare un po’ il fiato».

Al terzo ko di fila è intervenuto De Laurentiis, caricando giovedì scorso Mazzarri e la squadra. «I grandi presidenti si vedono nei momenti di difficoltà e il gesto di De Laurentiis è stato quello di un grande presidente. Le pacche sulle spalle dei giocatori e gli applausi dopo le vittorie contano poco. La presenza e le parole a Castelvolturno sono un segnale importante, un atto di fiducia nei confronti dei Mazzarri e della squadra».

Il Napoli merita ancora fiducia? «Certamente. Ci sono 18 punti a disposizione, i giochi per la Champions non sono fatti. Ma bisogna recuperare motivazioni e condizione fisica, servirà una squadra al cento per cento, a cominciare dalla prossima partita: si può ripartire in campionato e preparare con entusiasmo la finale di coppa Italia contro la Juve».

FONTE: IL MATTINO
 

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di Luigi Russo Spena
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