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FABIO CANNAVARO

"Napoli, credici. E' l'anno dello scudetto!"


'Napoli, credici. E' l'anno dello scudetto!'
03/10/2011, 14:10

A Radio Crc è intervenuto in esclusiva Fabio Cannavaro, ex calciatore azzurro: “L’ultimo anno in maglia azzurra fu difficile perché all’ultima giornata perdemmo la Coppa Uefa. Ho avuto però la fortuna di giocare col Napoli in Europa. Ricordo ancora quando andammo a giocare in Germania contro il Kaiserlautern e in quella partita fui anche espulso. Marcavo un certo Yeboah che era più grande dell’armadio che ho a casa! Adesso però fortunatamente i tifosi del Napoli si stanno divertendo di nuovo perché il Napoli sta tornando grande. Sabato sera allo stadio San Siro mi sono divertito perché al di là della vittoria, credo che i ragazzi abbiano disputato anche un’ottima prestazione in un campo difficile. So cosa vuol dire vincere a Milano, 17 anni fa ero in campo con la maglia azzurra, ed è stato bello sabato sera rivedere un Napoli tosto e ordinato. L’Inter è sicuramente una squadra in difficoltà, ma è sempre bello vincere a Milano. La mia seconda stagione a Milano con l’Inter è stata molto tormentata addirittura disputai solo 22 partite, il minimo della mia carriera. Però quello di Milano è uno stadio che ha un certo fascino ed uscire con i tre punti dal Meazza è una soddisfazione doppia. Poi, il Napoli sabato sera ha messo a segno tre gol, ha quindi fatto il padrone di casa. Qualche suggerimento per la Champions? In Champions, ci si va a confrontare con le squadre migliori di tutta Europa. Per cui è molto complicato, perché si assorbono più energie, si fanno viaggi lunghi, si rientra in orari assurdi. Però quest’anno, viste le difficoltà delle milanesi, sarebbe più opportuno per il Napoli puntare allo scudetto che mi sembra essere alla portata del gruppo azzurro. Vincere il campionato sarebbe strepitoso perché senza Maradona, sarebbe la vittoria del gruppo. La Juventus è abituata a vincere ed è difficile che commetta errori, in più non ha Coppe da giocare. L’Udinese invece è una squadra che gioca bene, ma è meno abituata a certi ritmi. Se dovessi scegliere, punterei sul campionato. Le partite come quelle di Barcellona sono importanti perché maturano esperienza, anche una sconfitta è importante per capire determinati
meccanismi. Contro il Bayern Monaco ho giocato e devo ammettere che a Monaco è davvero dura giocare. Credo che attualmente il Bayern sia una delle squadre più forti in Europa, credo sia la candidata a vincere la Champions League. Mi avrebbe fatto piacere essere in campo con la maglia del Napoli sabato sera. Anche se, da quando ho smesso di giocare, non mi manca il calcio perché ho disputato più di 800 partite da professionista, ho passato una ventina di anni nel calcio per cui adesso non mi manca ancora. Questo credo sia una fortuna perché ho iniziato subito a fare una altro lavoro che mi permette di essere impegnato. Da fratello, mi piacerebbe vedere Paolo in Nazionale, ma credo che sia penalizzato un po’ dal modulo attuato dal Napoli, che gioca con una difesa a tre e non a quattro come invece è abituato a giocare Prandelli. Negli ultimi due anni, credo che Paolo sia stato uno dei migliori difensori in Italia. Paolo è uno che in campo sbaglia poco. Se mi interessa ancora il calcio italiano? Ho ancora tre anni di contratto a Dubai, ed ho un rapporto eccezionale con il mio presidente perché è giovane ed ha una mentalità aperta. Adesso ho il tempo per preparare il mio futuro: inizierò a fare i corsi di allenatore e di direttore sportivo poi finita la mia avventura a Dubai, vedremo cosa sarà del mio futuro. Non so se ci sarà l’opportunità di venire nel Napoli, bisognerebbe chiederlo al patron azzurro. Da napoletano, ovviamente mi farebbe piacere ma non sta a me decidere. Quando ho iniziato giocare nel settore giovanile nel Napoli, per alcune persone non ero abbastanza bravo per cui mi mandarono anche a giocare nella Gis, squadra satellite del Napoli. Poi, Ottavio Bianchi, cominciò a credere in me, mi diede una grande opportunità che sfruttai. E’ da quel settore giovanile del Napoli quindi, che è uscito un campione del mondo e un Pallone d’oro”.

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di Roberto Russo
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