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Napoli e i giovani: cantera o cantilena?


Napoli e i giovani: cantera o cantilena?
17/06/2011, 09:06

Più che la "cantera" i tifosi del Napoli in questi ultimi anni sono stati abituati a sentire una "cantilena". Il primo è un gergo spagnolo utilizzato nella penisola iberica per distinguere una "cava", o meglio un covo dove coltivare talenti sportivi. Il secondo è un vocabolo italiano che rispecchia un canto dalla linea melodica molto semplice e ingenua che si svolge a lungo, con lentezza, spesso ripetendosi e mantenendo sempre lo stesso ritmo monotono. Al di là della struttura etimologica dei vocaboli, nonchè della differente provenienza geografica e culturale, in quel di Napoli, quando si parla di calcio, molto spesso l'uno non si distingue dall'altro.

NAPOLI E I NAPOLETANI - Il "modello Barcellona" ormai è diventato un' abitudine di troppi. I blaugrana hanno risvegliato le attenzioni di mezzo mondo sull'importanza della linea verde e dei campioni costruiti in casa. E, di contro, mezzo mondo oggi si propone di fare lo stesso. Del gruppo non è assente Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli, in sei anni di gestione del club partenopeo, ha più volte parlato di "un Napoli dei napoletani" e di linea giovane. Discorsi ripetuti a più riprese, come una cantilena appunto, che hanno fatto sognare i tifosi di cuore, salvo poi costringerli a cedere alla cruda razionalità. Eccezion fatta per capitan Cannavaro, Grava, Vitale e Iezzo, il Napoli oggi non è fatto dai napoletani. Nè tantomeno dai giovani provenienti dal vivaio.

TALENTI IN ERBA - Proprio i giovani sono il cruccio più grande. Nel periodo post fallimento le buone intenzioni erano tutte rivolte alle forze fresche del calcio azzurro. Quello della serie C sembrava essere il momento migliore per inserire nel gruppo qualche giovane talento. E invece in sei anni mai nessun giovane è riuscito a scalare le classifiche di gradimento, scalando dalla primavera azzurra ad un posto fisso in prima squadra. Da Palumbo a Sepe, passando per Insigne e Ciano, nessuno ha avuto la fortuna di giocarsi qualche chanche. Unica eccezione, quest'anno, l'ha rappresentata Raffaele Maiello. Ma tre scorci di presenza in un'intera stagione sono davvero troppo pochi.

INVESTIMENTI - Occorre investire di più sui giovani. Ma occorre capire il "come". In Italia, a differenza degli altri campionati europei, investire sui giovani significa spesso spendere cifre straordinarie per un singolo giocatore. Ecco come vengono fuori ipotesi da 15-20 milioni per un giovane talento. Il progetto di "cantera" invece, si basa su ben altro. Gli investimenti vanno fatti nel settore giovanile, per potenziare i mezzi a disposizione dello staff tecnico. E in questo il Napoli rappresenta, purtroppo, la maglia nera della serie A. Secondo un'indagine effettuata dal settimanale l'Espresso pochi mesi fa, gli azzurri sono il club fanalino di coda in tema di investimenti nel settore giovanile. De Laurentiis spende appena 300 mila euro l'anno per la sua "cantera". A discapito di club come il Lecce o il Catania, che investono circa 2 milioni di euro, senza andare a toccare la Juventus, il Genoa o il Milan che di milioni, invece, ne investono circa cinque.

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di Salvatore Formisano
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