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UN MERCATO COMPLESSO

Napoli, i soldi non fanno la...facilità!


Napoli, i soldi non fanno la...facilità!
01/06/2011, 19:06

I soldi non fanno la felicità. E nemmeno la facilità, aggiungeremmo. Lo dimostra quanto accade a Napoli: nonostante la solidità finanziaria della società partenopea ed il previsto aumento esponenziale degli introiti, infatti, il mercato degli azzurri sarà tutt’altro che semplice.
TRE TESTE, TRE MODI DI PENSARE DIVERSI
Ci sono tre teste, appartenenti a tre individui molto diversi tra loro, che dovranno trovare un’intesa per ogni acquisto da perfezionare. Tre modi di pensare differenti, destinati prima o poi ad andare incontro all’inevitabile fase della concertazione.  
Fase che è già iniziata, ma con grosso ritardo a causa delle titubanze di Mazzarri, indeciso fino all’ultimo sul rimanere o meno. Quando? Nel giorno più caldo di questo “maggio napoletano”, allorché Presidente, tecnico e direttore sportivo si ritrovarono per gettare le basi per una riconciliazione tra le parti.
Si arrivò ad una tregua, grazie soprattutto alla mediazione di Bigon. Il diesse, probabilmente, garantì a De Laurentiis e Mazzarri che avrebbe trovato dei giocatori in grado di soddisfare le esigenze di entrambi: giovani e con ingaggi contenuti, senza velleità concernenti i diritti d’immagine, ma già pronti per la Serie A (e la Champions).
Un identikit del genere, capirete tutti, rende davvero molto difficile il lavoro del giovane direttore sportivo.
Tre teste e tre modi di pensare diversi, si diceva.
DE LAURENTIIS E LA NECESSITA’ DI CONTENERE I COSTI
Si parte, ovviamente, dal “boss”: Aurelio De Laurentiis, il quale non ha mai fatto mistero della sua filosofia di mercato e di gestione della società, estremamente oculata.
Il Presidente vuole giovani di prospettiva, di quelli capaci, nel giro di qualche anno, di affermarsi a livello internazionale. Senza fare follie per prenderli, intendiamoci, ma andandoci molto vicini.
Per l’acquisizione del cartellino, va detto, De Laurentiis non ha mai fatto grandi problemi, a differenza di quanto fatto per stipendi e diritti d’immagine. Una politica inflessibile che, da un certo punto di vista, va ritenuta l’arma in più del Napoli.
Se gli azzurri hanno un bilancio in ordine e liquidità da immettere sul mercato, infatti, lo devono innanzitutto alla linea dettata dal Presidente. Una linea che, senza dubbio, resterà anche quella del futuro del club partenopeo.
Ecco perché i tifosi rischiano di doversi scordare Gokhan Inler, già maturo e stimato da società pronte ad offrirgli ingaggi importanti, ma possono sognare Erik Lamela, diciannovenne astro nascente del calcio argentino. Il trequartista del River, ad esempio, è uno di quelli che potrebbe soddisfare le esigenze di tecnico e società: ha grandi qualità ed è ancora giovane e, conseguentemente, ha pretese non eccessive. Certo , il suo cartellino costerebbe tanto, ma De Laurentiis, se convinto della qualità del giocatore, non esiterebbe un attimo a sborsare 15-20 milioni per averlo.
Sempre che il buon Mazzarri si “ammorbidisca” un po’…
L’ESIGENZA DI MAZZARRI: GIOCATORI FATTI, MAGARI CON ESPERIENZA INTERNAZIONALE ALLE SPALLE
Il tecnico del Napoli, si sa, non è molto incline alle sperimentazioni. Preferisce badare al sodo ed il rischio non è il suo mestiere. Lo dimostra la difficoltà che ha avuto Ruiz nel trovare spazio tra i titolari, così come il lento e progressivo inserimento di Yebda.
Allo spagnolo, infatti, Mazzarri ha quasi sempre preferito Aronica, più esperto e del quale ha più fiducia. Anche su Gargano, prima che lasciasse il posto al gigante algerino, ha insistito più del dovuto. Al tecnico labronico interessa avere garanzie dai suoi calciatori, non promesse di futuri miglioramenti. Difficilmente abbandona la vecchia strada per la nuova: resta fermo sulle sue posizioni quando sa quel che lascia, ma non sa quel che trova. Mazzarri vuole gente pronta, di esperienza e personalità. Come Palombo, ad esempio, che pare abbia già chiamato per sondarne gli “appetiti”.
Ecco perché è difficile accontentarlo. Ecco perché Bigon, che pur lo conosce bene, deve andarci con i piedi di piombo nello scegliere chi comprare. Sempre compatibilmente coi dettami di Patron Aurelio, ovviamente.
BIGON E L’ “INFELICE POSIZIONE”: TRA LA SPADA DI DAMOCLE ED IL GIUDICE ESIGENTE
Il diesse del Napoli è, dunque, quello che dovrà faticare di più. Ha paura di un altro caso Ruiz (che in futuro potrebbe essere comunque totalmente rivalutato) e deve muoversi con cautela.
La spada brandita da De Laurentiis, in caso di errore, è pronta a cadere sulla testa di Damocle (Bigon): un investimento sbagliato non farebbe certo piacere al Presidente. Il direttore sportivo lo sa bene e la prudenza ne contraddistinguerà comprensibilmente ogni mossa.
Dall’altra parte, però, Mazzarri freme: non vede l’ora che gli mettano a disposizione qualche nuovo giocatore di grande valore. Non un giovincello di belle speranze, insomma.
Ce la farà il giovane Bigon a far tutti e due felici in tempi non troppo lunghi? Speriamo che il rischio sia il suo mestiere…

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di Pietroalessio di Majo
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