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LO SCRIVE LA GAZZETTA

Napoli, ieri 60° goal per il Matador


Napoli, ieri 60° goal per il Matador
22/03/2012, 12:03

«Cavanilandia» esiste. Terra felice e prolifica, benvenuti. Scuola di pensiero uruguaiana trasferita a Napoli da un anno e mezzo, qui si produce il gol in larga scala. Una fabbrica gestita con occhio attento dal tecnico Walter Mazzarri, al lavoro tutti i giorni con lui, con il genio Ezequiel Lavezzi e con il ritrovato Marek Hamsik. Quell’Edinson da impazzire, detto El Matador, anche ieri protagonista, è sempre più ormai il volto da copertina del Napoli in finale di Coppa, il nuovo eroe a cui i 60 mila tifosi azzurri chiedono imprese sempre nuove e gol belli come quello di ieri sera, il 60˚ della serie da quando è in città, l’atto finale di un’azione corale bellissima, in contropiede, in cui gli esteti hanno apprezzato la semplicità e la bellezza del calcio. «Sono molto felice perché questa finale era uno degli obiettivi di stagione e l’abbiamo raggiunto. Non penso più alla Champions, per crescere bisogna guardare sempre avanti, e noi davanti abbiamo la Coppa Italia e soprattutto un finale di campionato con dieci partite dure, ma se giochiamo da Napoli il terzo posto è alla nostra portata. Noi ci crediamo, sotto con il campionato poi penseremo alla Juventus e alla Coppa». Bellissimo Una Coppa piena di certezze. Una Coppa piena dei capolavori dell’attaccante uruguaiano, i cui piedi e la cui testa custodiscono il segreto della fantasia e dell’imprevedibilità. Come al Friuli contro l’Udinese, un altro scatto di orgoglio di Cavani il castiga-Siena: la stecca dello Stamford Bridge con il Chelsea e il rigore fallito al cospetto di Handanovic sono stati i propellenti per la sua reazione. Che si è manifestata con veemenza con la doppietta del 2-2 contro la squadra di Francesco Guidolin e con la prodezza che ha scosso ieri il San Paolo. Dallo choc alla serenità, dalla paura all’esaltazione: così Edi si è ripreso tutto e ha sollevato gli stupori della gente. Come gli è congeniale. Che numeri Qualche cinquantenne nostalgico del calcio anni Ottanta avrà scambiato nell’azione chiave del match Lavezzi per Butragueño, Hamsik per Santillana e lui, Cavani, per lo stellare Hugo Sanchez dei tempi d’oro, simboli del Real Madrid alla conquista del mondo capaci di giocate da campioni ad altissima velocità. Ma sono le cifre, in particolare, a finire dritte nella storia. Numeri da capogiro, quelli del Matador: finora 44 reti in campionato, più 12 in Europa e 4 quest’anno in Coppa. Sono i fiori di una primavera rinviata per qualche giorno e che adesso sono sbocciati in uno spettacolo di colori, nel momento più importante della stagione. In crescendo Sulla traccia dell’ultima prova importante esibita in campionato, il miglior talento uruguaiano degli ultimi anni ha dispiegato al San Paolo tutto il suo potenziale assecondato dall’alto livello tecnico dei compagni d’attacco. Azzurro è il cielo di Cavani, azzurro e pulito come un orizzonte allargato di prospettive. La finale con la Juventus del 20 maggio all’Olimpico potrebbe consacrarlo come il vero crack del calcio italiano ed europeo. Dopo la Coppa America conquistata con l’Uruguay di Oscar Tabarez, l’attaccante vorrebbe vincere il primo trofeo con il Napoli. E’ disposto fin da ora ad attaccare e a difendere, a prodursi in uno dei suoi ripiegamenti che strappano applausi. I suoi gol potrebbero risultare, nemmeno a dirlo, il passepartout per la gloria. Che lui e tutti i suoi compagni inseguono senza esitare un attimo. Il bello deve ancora arrivare, vero Edinson?

FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT

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di Luigi Russo Spena
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