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L'ESORDIO

Napoli: il bicchiere è pieno a metà


Napoli: il bicchiere è pieno a metà
29/08/2010, 22:08

Fortuna e sofferenza. Il Napoli si versa il primo sorso di campionato ed il bicchiere si riempie a metà. L'1-1 a Firenze lo fa vedere, il bicchiere, mezzo pieno. Parere positivo, perchè è stata una partita iniziata, appunto, con fortuna e portata a termine in sofferenza. Il clima teso fin dal fischio d'inizio ha reso tutto più complicato. Che fosse un match caldo lo si è capito dalla temperatura dell'agosto fiorentino, tanto elevata da costringere Sinisa Mihajlovic a togliersi addirittura la giacca prima che lo facesse Mazzarri. E la scaramanzia del tecnico livornese è andata subito a farsi benedire. Fuori dallo stadio ad inizio partita la Curva Fiesole protestava contro la Tessera del Tifoso, mentre negli spogliatoi le frasi di Della Valle su De Laurentiis gettavano benzina sul fuoco. E la sorte ci metteva il classico "carico a coppe". Il cross di uno straripande Dossena vedeva Cavani insaccare di testa. Anzi no. Forse era sulla linea, ma Gervasoni ha concesso. Il vantaggio dubbio è stata la ciliegina sulla torta di un nervosismo troppo diffuso. Il Napoli elastico creato da Mazzarri ha tenuto stretti i reparti, ripartendo in velocità sulle fasce. Lavezzi e Cavani si sono cercati poco, aprendo qualche spazio per le incursioni di Maggio e Dossena. Bene la difesa, comandata da un Cannavaro che si è divertito a spazzare su Gilardino. Il ritmo alto ha fatto però la differenza e Cavani sembra avere piena ragione quando, intervistato nell'intervallo, ha ammesso che la squadra lavorava per lui. Ma nella ripresa le cose sono cambiate. Il viaggio di ritorno dalla Svezia si è  spostato dalla testa alle gambe, e in mezzo al campo il viola è diventato il colore predominante. Gilardino, nell'unica occasione in cui Cannavaro gli ha permesso di respirare, ha creato lo spazio per il tiro di D'Agostino. L'1-1 nell'angolo basso di un ottimo De Sanctis ha fatto per un attimo pensare al peggio. Chi non ha pensato è stato Vargas, irruento nello scontro con Campagnaro. Rosso per lui, come per il solito lottatore Blasi, che continua a confondere il termine "calcio" con "calci". E non è il solo. Al fischio finale Gervasoni di cartellini ne ha tirati fuori tredici. Undici gialli e due rossi. Quanto basta per far calare il sipario. Il pareggio è giusto, e ben diviso anche nei cartellini. Il Napoli può e deve migliorare, ma questo esordio è servito a capire quanto sia difficile dividersi tra Europa e campionato.

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di Salvatore Formisano
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