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IN RISPOSTA ALLE CRITICHE

Napoli, il silenzio (stampa) degli innocenti…


Napoli, il silenzio (stampa) degli innocenti…
27/10/2011, 02:10

Il Napoli vince e si cuce la bocca. Per evitare, forse, di doverla cucire a tutti quelli che stasera, dopo averlo criticato per settimane, erano pronti a celebrarne la straordinaria prova offerta contro l’Udinese.
Non sarebbe stato facile, per presidente e allenatore, rispondere alle domande dei giornalisti ed incassarne i complimenti sinceri. Sarebbero, con ogni probabilità, sbottati davanti alle telecamere, chiedendo rispetto per una squadra che sta facendo cose “straordinarissime”, per dirla alla Mazzarri.
Proprio lui, il tecnico toscano, è quello che ha mostrato il maggior nervosismo. Dopo la gara, infatti, Mazzarri si era presentato ai microfoni di Sky ma, provato dalla gara, infastidito per l’attesa prolungata o semplicemente arrabbiato per le tante critiche ricevute dalla “sua creatura”, ha mollato Massimo Ugolini e se n’è andato via.
“Se c’è una multa da pagare, la pagherò. Ma oggi non parlo”. Pare abbia detto. E pare che De Laurentiis abbia approvato, tanto da ricorrere al silenzio stampa.
Al Napoli, inteso come società, ma soprattutto come guida tecnica (e chissà che non condividano la scelta di tapparsi la bocca anche i calciatori azzurri) non sono andate giù le critiche dell’ultimo periodo.
Fatta eccezione per le gare di Champions e per quella (viziata dall’arbitraggio, ndr) di Milano con l’Inter, infatti, i partenopei avevano palesato un calo motivazionale nelle gare meno “affascinanti”, quelle con le cosiddette “piccole”. Persino con la Fiorentina, che tanto piccola non è, i calciatori del Napoli hanno avuto un atteggiamento di sufficienza, sperando di vincere col minimo sforzo e rischiando invece di fare una pessima figura. Non certo indimenticabili anche le prove offerte con Chievo, Parma, Cagliari (un punto in tre gare, seppure due fuori casa).
Da qui, ecco che su Lavezzi e compagni sono cominciate a piovere critiche da ogni dove e di ogni genere. La stampa nazionale si è sbizarrita: “Cavani, dove sei finito”? Come se non avesse segnato 33 gol nella scorsa stagione, giocato (e vinto) una Coppa America e segnato 5 gol nelle prime 11 gare ufficiali di questa stagione. O ancora: “Hamsik-Lavezzi-Cavani, che succede a quei tre”? Dimenticando che “quei tre” stanno portando il Napoli dove non è mai, o quasi, stato: nell’élite del calcio europeo. Oppure: “Il Napoli non sa più vincere”. Dimenticando gli 8 “palloni” distribuiti dai ragazzi di Mazzarri tra Milan, Inter e Villarreal. Per chiudere con: “Napoli, servono rinforzi in difesa, a centrocampo e in attacco”. Sottintendendo che la rosa allestita dalla società partenopea non è all’altezza per competere su più fronti.
Sembrava, effettivamente, che gli azzurri stessero quasi finendo in Serie B. E, invece, sono quarti in campionato, hanno ottenuto 5 punti in 3 gare di Champions, il secondo posto nel girone e la possibilità concreta di andare avanti nella competizione più importante che c’è in Europa.
Mazzarri lo sa e s’aspettava di aver acquisito un certo “credito” in questi due anni e passa. Credeva che aver preso una squadra più che mediocre ed averla resa straordinaria bastasse a dargli fiducia. Ha chiesto di attaccare lui, ma di lasciare stare i giocatori del Napoli.
Non gli hanno dato ascolto. E lui, che ritiene la sua squadra “innocente” e meritevole, s’è chiuso nel silenzio. “Non meritano le mie parole, stavolta” avrà pensato il tecnico toscano. “Con tutto quello che abbiamo fatto in questi due anni, basta sbagliare 3-4 gare in un mese e mezzo e subito tutto è da buttare via, nulla funziona più” si sarà domandato con rabbia Mazzarri, interrogandosi lecitamente sull’atteggiamento della critica nei confronti degli azzurri. Adesso ha vinto. Lui, i tifosi ed i giocatori. Ma, forse, non aveva voglia di condividere questa gioia con tutti. Non con chi, negli ultimi tempi, ha criticato il Napoli in maniera così feroce.
Non si sente colpevole Mazzarri. E non crede lo siano i suoi giocatori, artefici di un cammino straordinario, intrapreso due anni or sono e costellato di soddisfazioni. “Innocenti” e meritevoli. Questo sono gli elementi di questa fantastica “banda”, pronta ad affrontare con coraggio le sfide più difficili del calcio europeo.
Così meritevoli che vanno compresi e rispettati se, per una volta, hanno scelto il silenzio.

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di Pietroalessio di Majo
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