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Napoli impara a piangere...di gioia!


Napoli impara a piangere...di gioia!
16/05/2011, 10:05

Un lungo respiro. il tempo giusto per riprendere il fiato stroncato dalle emozioni. Non è più il tempo di guardarsi alle spalle, ma di guardarsi attorno. Una Napoli in festa vale più di mille altre soddisfazioni di una vita. Perchè a Napoli di feste del genere non se ne vedevano da troppo tempo, ed hanno sempre un sapore particolare. Tutto attorno, dove cade l'occhio, è un insieme di soddisfazione e gloria per il traguardo raggiunto. La squadra si è riallineata con la città. Napoli è sempre stata una grande del panorama mondiale. Da ieri sera ha anche una società di calcio a questi livelli.

LE LACRIME - Difficile spiegarlo a chi non vive la città. Difficile far capire quanto sia grande il capoluogo campano, in tutti i suoi pregi e difetti. Come spieghi al tifoso del Nord che pensa a vincere con 40mila amici, che al Sud si è perso per anni di fronte a 80mila anime in coro? Come racconti all'estero che cinque anni fa lo stadio era pieno per una gara di terza categoria? Lo si può capire solo guardandosi in faccia. Guardando il volto del capitano della squadra, napoletano e simbolo del gruppo, che piange di gioia abbracciando i compagni. Lui che ad inizio anno sembrava doversi dividere dalla maglia che ama, resta sul terreno di gioco in lacrime. Le sue sono quelle dell'intera città, che dopo ventuno anni impara nuovamente e piangere di gioia.

I PASSI DEL SUCCESSO - La crescita, la maturazione e poi il traguardo. Non è mancato nulla al Napoli di De Laurentiis. Da piccolo a grande nei tempi stabiliti, e forse prima. Cresciuto sui campi di calcio della C, tra vecchie glorie e impianti indecenti, il gruppo azzurro si è fatto le ossa. La maturazione al primo anno di serie A, con quell'Europa arrivata troppo presto per poter essere trattata come si doveva. Il tragardo, comunque, era un passo più in alto. La Champions League non vale l'Europa League. Prestigio diverso, oltre che incassi più onerosi, fanno della competizione l'unico modo per diventare realmente una big. Ed accedergli dalla porta principale è l'orgoglio più grande.

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di Salvatore Formisano
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