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CHE CAOS A FUORIGROTTA!

"Napoli, impazza il gran bazar dell'illegalità"


'Napoli, impazza il gran bazar dell'illegalità'
24/11/2011, 10:11

Martedì ore 19: i piazzali davanti al San Paolo sono già un unico tappeto di bottiglie di vetro. Manca oltre un’ora e mezza all’inizio del match che vede il Napoli affrontare il Manchester City e a Fuorigrotta impazza il gran bazar dell’illegalità. Come se non bastasse, ci si mette anche la disorganizzazione delle istituzioni. Nella stazione della metropolitana dei Campi Flegrei gli avvisi affissi alle pareti comunicano che non ci saranno corse straordinarie: le ultime partenze sono previste alle 22.12, direzione piazza Garibaldi, e alle 22.46 verso Pozzuoli. Peccato, però, che poche ore prima l’assessorato regionale ai Trasporti, con una decisione tardiva, abbia prolungato il servizio. Quando arriva il via libera ai treni, la maggior parte dei tifosi ha già scelto altri mezzi di trasporto.
A festeggiare sono i parcheggiatori abusivi. Occupano ogni metro quadro calpestabile. Davanti a cortili, locali, officine e autolavaggi spuntano improponibili cartelli con scritte “parking stadio”. Ma si parcheggia anche in piena carreggiata. I prezzi vanno da 2 a 5 euro, a seconda della distanza dal campo. Un guardamacchine allestisce un’area di sosta persino a fianco al commissariato. In via Leopardi si sfiora la rissa tra due famiglie: una donna in tuta accusa i “rivali” di aver bloccato tutti gli accessi al marciapiedi, privatizzato per l’occasione, ostruendo anche la traballante rampa mobile in legno piazzata per accogliere gli scooter. I due gruppi si scambiano minacce, mentre i commercianti anticipano di qualche minuto la chiusura per evitare di essere murati all’interno dei propri negozi.
Di bagarini, rispetto al solito, se ne vedono meno, anche perché sono più discreti. Si avvicinano furtivi ai potenziali clienti senza sventolare i tagliandi: “Dotto’, la curva a 45 euro”, il prezzo apparirebbe persino onesto, se non ci fosse il fondato rischio di trovarsi in mano un tagliando falso. Gli steward respingono molte persone ai varchi. Tifosi che si presentano senza ticket, con nomi diversi rispetto a quelli stampati o con biglietti taroccati.
 poi ci sono i papà: quelli che vogliono portare gratis allo stadio il proprio bambino, anche se dimostra 15 anni. Un trentenne sottoposto a Daspo viene sorpreso dai carabinieri mentre si arrampica sulla recinzione della curva A. Circola anche una strana voce: ci sarebbe una lista, 50 euro per essere inseriti in un elenco che permette di passare attraverso alcuni varchi ad ore prestabilite, pronunciando una parola d’ordine.
A partita finita, la fiumana di tifosi grondanti gioia per la vittoria del Napoli si riversa in strada, “’O surdato ‘nnammurato” risuona ancora nel cervello. Pochi secondi e Fuorigrotta diventa una trappola di lamiere e smog. Vengono i brividi a pensare a cosa sarebbe avvenuto se la metropolitana non avesse assicurato corse straordinarie. Anche perché gli unici bus in circolazione sono quelli riservati ai supporter inglesi. La stazione di Campi Flegrei viene blindata. Due camionette dei carabinieri bloccano gli accessi laterali. La folla è incanalata esclusivamente verso l’entrata centrale. All’interno c’è una pattuglia di controllori delle Ferrovie: una sorta di linea frangiflutti difesa dagli agenti della Polfer che non solo assicurano un acceso ordinato dei tifosi ai binari, ma allo stesso tempo costringono tutti a pagare il biglietto. Chi fa storie viene portato fuori di peso.
Non mancano le proteste, la tensione è altissima e piovono pesanti insulti verso le forze dell’ordine. «Hanno fatto due ore di fila per andare allo stadio e non possono aspettare dieci minuti...», mastica amaro un carabiniere. Manca poco a mezzanotte quando la stazione si svuota. Addetti delle ferrovie e poliziotti si stringono la mano: «Abbiamo compiuto un miracolo — afferma un funzionario di Trenitalia — il fax che il servizio sarebbe stato prolungato è arrivato in tarda serata. Ho dovuto rintracciare addetti alla biglietteria e controllori in poche ore. Poi abbiamo chiesto aiuto alla polizia, altrimenti sarebbe stato un disastro».
FONTE: REPUBBLICA

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di Redazione
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