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Napoli lancia la sfida ai Paperoni del calcio


Napoli lancia la sfida ai Paperoni del calcio
04/03/2011, 14:03

Non 58, 53 e 52 ma 158, 132 e 30: forse la classifica di serie A dovremmo riscriverla così, in milioni di euro anziché in punti. Centocinquatotto milioni di ricchi stipendi (e al netto delle tasse) all’Inter, contro i poco più dei centotrenta del Milan, avanti in classifica di cinque punti. Al terzo posto (in classifica di punti) spuntano gli azzurri con un monte-ingaggi di cinque volte inferiore ai rossoneri. Quasi un miracolo. Nella graduatoria del monte stipendi della serie A, infatti, il Napoli è sesto, dietro Lazio e Genoa e davanti alla Sampdoria che ha ceduto Pazzini e Cassano. Per avere il lordo - quanto cioè le società spendono realmente - bisogna quasi raddoppiare queste sbalorditive cifre. Lo scudetto passa da San Siro a testimonianza che sono i soldi spesso a fare la differenza. Il Milan e l’Inter, sia chiaro, dimostrano che comunque li hanno spesi bene. Perché può anche capitare che, come succede alla Juve, gli euro siano investiti malissimo. I denari buttati sul mercato e i 100 abbondanti spesi in stipendi (terzo monte ingaggi della serie A) non fanno più dell’attuale ottavo posto. Otre ai soldi, certo, c’è anche il resto: i giganti di Leonardo e i funamboli di Allegri, le punizioni di Sneijder e quelle di Pirlo, i dribbling di Eto’o e quelli di Pato, ma i soldi contano sempre di più. Eccome. E alla fine rischiano di fare la differenza. E il Napoli? I cinque top azzurri guadagnano poco meno di 8 milioni. Tutti insieme, s’intende: in pratica meno di Ibrahimovic (il giocatore più pagato d’Italia con 12 milioni ed Eto’o che ne guadagna 10,5). Tra i partenopei il Paperone è Lavezzi, che con i suoi 2 milioni netti (poi ci sono Cavani, Hamisk, Gargano e Cannavaro) prende comunque meno di Oddo, Thiago Silva e Pazzini, la stessa cifra di Jankulovski e meno della metà di Nesta. All’Inter lo stipendio medio è tra i 3,7 e i 4,1 milioni; al Milan un po’ più basso, 2,8-3,2. Al Napoli, è di poco superiore a 1,1. Il Milan ha cominciato a inserire calciatori del vivaio (Abate, Antonini) che non arrivano ancora al milione di euro. Nell’Inter il meno caro - nel giro dei titolari - è Pazzini che deve accontentarsi (è una battuta) di 2,5 milioni di ingaggio netto all’anno. Tutto il resto della rosa del Napoli prende meno di un milione a stagione. Giusto per capirci. Anche in panchina non c’è nessuna inversione di tendenza. Il Milan ha lasciato Leonardo (che guadagnava 2,2 milioni all’anno) per Allegri (più o meno lo stesso). L’Inter ha provato a risparmiare: dagli 11 milioni netti a Mourinho (uno dei più pagati al mondo) ai 7 di Benitez. A cui però, una volta esonerato, ha sommato l’ingaggio di Leo. Che supera di poco i 2 milioni di euro. Walter Mazzarri prende 1,5 milioni di euro a stagione. La Premier League sta ormai scoppiando: il simbolo è il Manchester con oltre 800 milioni di euro di debiti(e un bond emesso da 500 milioni di sterline per ristrutturare i conti). L’Inter di Moratti ha presentato un bilancio 2010 miracoloso di 69 milioni di perdite contro i 150/200 dei due anni precedenti, debiti per 431 milioni e un patrimonio in rosso per sette. Il Milan ha accumulato circa 67 milioni di passivo nell’ultimo bilancio di esercizio. Il Napoli di De Laurentiis ha infilato il quarto bilancio utile consecutivo. Un exploit eccezionale: un attivo complessivo di 24 milioni. Ma si passa dai 12 milioni del 2007/08 ai 300 mila euro dell’ultimo anno. Se nel calcio italiano un giorno dovesse arrivare la «regola Platini» che presto in Uefa vieterà - pena la non iscrizione alle competizioni - di spendere più di quanto incassano, l’Inter, il Milan e molti altri club si troverebbero in pratica bloccati. Unica possibilità tagliare proprio quei super ingaggi. Finché dura...

Fonte: Il Mattino

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di Salvatore Formisano
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