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Napoli, lo strano destino di Walter Mazzarri


Napoli, lo strano destino di Walter Mazzarri
11/05/2011, 14:05

L'eroe napoletano, ecco cos’era fino a pochi giorni fa Mazzarri, l’allenatore che ha riacceso i sogni della città, spingendo la squadra fino al confronto con il Milan per lo scudetto. Ad inizio aprile tre punti, appena tre, separavano gli azzurri dai rossoneri allenati da un altro livornese, Allegri, tutt’altro che amico di Walter. Poi il calo, tre sconfitte in quattro partite. E soprattutto i dubbi sul futuro, il caso contratto, lo scontro con De Laurentiis, sempre più marcato. Proprio lui che diceva: "Sono un mazzarriano, lo avrei voluto già nel 2008: Marino non me lo fece prendere". È cambiato il mondo di Mazzarri, che aveva creato un gruppo di ferro nella stanza di Castelvolturno. Al suo fianco c’era anche De Laurentiis, adesso il presidente non comprende i messaggi cifrati dell’allenatore. Vorrebbe che spiegasse con chiarezza, a lui e non ad altri dirigenti, perché potrebbe voler lasciare il Napoli, eventualmente dietro pagamento di una penale. Da Palazzo Reale, tra i tanti, è partito un messaggio chiaro del patron: "Non so come reagirei se qualcuno mi chiedesse di non rispettare un contratto". Mazzarri potrebbe restare fermo fino al 2013, anche perché un’altra squadra non ce l’ha, al momento. Sono stati più i suoi segnali verso la Juve che quelli partiti da Torino, dove però si avverte la necessità di un allenatore di personalità. Ci sono procuratori che suggeriscono le panchine di Roma e Inter, magari un club spagnolo. "Parlerò a fine campionato e spiegherò tutto". Mazzarri lo ha detto per la prima volta il 12 marzo, vigilia della trasferta a Parma. Per ora, niente sa De Laurentiis. Sanno poco anche i giocatori, che provano a interpretare i silenzi dell’allenatore con cui hanno conquistato in diciannove mesi 110 punti, la qualificazione in Europa League e poi quella in Champions.

Ci sono sussurri che attribuiscono a Mazzarri perplessità sugli investimenti per il prossimo mercato, eppure sembrava che a lui fosse chiara la necessità del fair play finanziario. Voci. Toccherà al tecnico chiarire le ragioni di un divorzio, ammesso che De Laurentiis glielo conceda. Oggi il presidente sarà a Milano per la riunione del consiglio di Lega: ne fa parte anche Andrea Agnelli, il numero uno della Juve, finora non hanno parlato di Mazzarri. Ieri, a Castelvolturno, dopo l’allenamento il tecnico ha parlato con alcuni dirigenti. Sono momenti di riflessione per tutti. Oggi inviterà la squadra a concentrarsi sull’Inter e sul punto da conquistare per assicurarsi la qualificazione diretta in Champions. Quella di domenica potrebbe essere l’ultima apparizione di Mazzarri al San Paolo in panchina, chissà come lo accoglieranno i tifosi. Prima di Napoli-Genoa esposero uno striscione: "Chi vuole vada, l’importante è che sia stata una stagione meravigliosa". La popolarità del tecnico, dopo mesi di applausi e vittorie (21 in questo campionato, eguagliato il ricord di Bigon nella stagione del secondo scudetto), è in calo, come indicano i sondaggi. Tifosi e personaggi del calcio hanno consigliato al tecnico e al presidente di finirla qui nell’interesse di tutti. Mazzarri ha fatto una promessa: "Parlerò, io rispetto i tifosi". Dovrà aspettare fino a quel giorno anche De Laurentiis? Il Napoli continua a muoversi sotto traccia, intanto. Gasperini, Delio Rossi e Ranieri le ipotesi per il futuro. Se Mazzarri chiudesse davvero la porta.

Fonte: Il Mattino

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di Redazione
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