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CI VUOLE CAZZIMMA

Napoli nella città del Palio? E che paliata sia...


Napoli nella città del Palio? E che paliata sia...
08/02/2012, 11:02

Percuotere violentemente e a lungo, in italiano. In napoletano, più semplicemente, “paliare”, termine derivato dal latino “palum” (palo) con cui, appunto, venivano inferte ripetutamente le percosse.
Un verbo che forse si addice poco al calcio, ma il cui utilizzo siamo certi che verrà compreso dai tifosi azzurri (speriamo anche da quelli del Siena), data l’ormai imminente sfida che il Napoli dovrà affrontare nella città del Palio.
Un termine con cui intendiamo spronare gli azzurri: siano sfrontati, per una volta, badino meno all’equilibrio e ai tatticismi, di più alla sostanza e alla cattiveria agonistica. Siano freddi, glaciali, soprattutto in zona-gol. Perché, ultimamente, troppo spesso al Napoli è mancata, scusateci il termine, la giusta “cazzimma”.
Non è stato diverso a Milano, dove contro i rossoneri in dieci e privi del loro centravanti-boa, Mazzarri ha preferito non rischiare nulla. Eppure il calcio è fatto per sognare ed una vittoria a San Siro contro il Milan sarebbe stata una vera e propria manna dal cielo per i tifosi partenopei. Ma gli azzurri non osarono, accontentandosi di un punticino di prestigio, ma che ha il sapore dell’opportunità persa piuttosto che quello della conquista. Se non si rischia in un giorno così, quando lo si fa?
Magari a Siena, nella semifinale d’andata della Coppa Italia, nella città del Palio. Perché la gara di ritorno diventi una semplice formalità, una festa per i tifosi che vi prenderanno parte, desiderosi di sfidare Milan o Juventus in finale e di poter, almeno per una sera, sognare di vincere un trofeo. Per poi, magari, aggiudicarselo davvero e ricominciare a sognare, ma stavolta con gli occhi aperti.
Ecco perché, Napoli, ti chiediamo uno sforzo. Dopo tutto, stavolta, anche Mazzarri sarà d’accordo. Perché, se si guarda il monte-ingaggi dei toscani e poi si guarda quello degli azzurri, si scoprirà un divario enorme. Un divario che non è solo economico, ma anche tecnico e fisico. E non si venga a dirci: “Il Siena è una buona squadra, che ci ha già messo in difficoltà e che ha pareggiato domenica sul campo della Juventus”.
Non stavolta, non lo accetteremmo. Siamo stufi. Non del rendimento, ma della mancanza di cattiveria, di impeto, di fame. Che ne abbiano domani, a Siena, nella semifinale d’andata della Coppa Italia. Che ne abbiano in abbondanza nella città del Palio.
E che paliata sia…

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di Pietroalessio di Majo
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