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SCRIVE ANTONIO CORBO

"Napoli, notte struggente in uno stadio da sogno"


'Napoli, notte struggente in uno stadio da sogno'
02/11/2011, 10:11

E' la notte più struggente nella seconda vita del Napoli. Rifondato 7 anni fa, gioca nello stadio dei sogni. Qui sarà assegnata la Champions 2012. L’Arena Allianz, 340 milioni, è l’opera più affascinante realizzata dall’alta finanza nel calcio. Il Bayern giura che ci sarà, ma con chi? Per assurdo: ai tedeschi, primi del girone A, sta bene anche la sconfitta. L’eventuale vittoria del Napoli, secondo con 5 punti, può mettere quasi fuori uno dei rivali più temuti per la finale: il Manchester City, terzo con 4. 
Ma non fatevi illusioni. Il rapporto di forza si rileva nelle ultime ore. Per astuzia o sincera umiltà, Mazzarri pone un paio di condizioni: «A noi serve una partita perfetta e qualche errore del Bayern. È già una vittoria essere qui». L’allenatore come sempre valorizza quanto ha già fatto. Ma se davvero pensa questo e si presenta così dimesso, perché il Napoli annuncia la Champions come suo obiettivo e sbanda in campionato?
Non è umile Jupp Heynckes, 66enne allenatore del Bayern: «Il Napoli è una sorpresa, ma noi siamo più forti». Un’arroganza che fa salire la febbre azzurra tra gli ottomila napoletani in viaggio verso lo stadio: quanta voglia di zittirli, vero? Nella sua eleganza è anche più superbo il presidente, Uli Hoeness, capitano della Germania campione a Monaco ’74, un’allegra estate ad Ischia. «I napoletani entrano in un museo. Il nostro calcio è arte». Non esagera, purtroppo. Al club di un’Italia travagliata dalla crisi, il Bayern nel gioco, nella potenza, nelle strutture riflette nel calcio la “locomotiva tedesca”. A Napoli non fu un caso il gol al terzo minuto di Kroos, classe 1990, campione di un calcio che punta molto sui suoi ragazzi. Prima federazione a vincere il titolo europeo con Under 17, Under 19, Under 21. La Spagna come vede il suo futuro? Per il Bayern sono tornati gli anni ’70 e ‘80, i tempi felici di Udo Lattek, il re delle Coppe. Arrivava agli allenamenti con una borsa nera, rigida e lunga come la custodia di un violino. Mai una parola. In tribuna a prendere appunti spesso c’era Arrigo Sacchi. Quando si vuol diventare grandi, ecco. È il tecnico tedesco che ha vinto di più, 14 trofei. Chissà se nel Napoli qualcuno ne ha sentito parlare. I bavaresi amano le immagini. Sono anche un po’ gradassi nel calcio. Scrivono che «il Bayern ha la violenza di un uragano appena entra in campo». A Monaco ha segnato sempre all’inizio, risparmiando solo il Manchester City (prima rete al 38’) e il Borussia Moenchenglandbach, unica sconfitta 0-1, gol di De Camargo, al debutto. Ha poi liquidato gli avversari segnando il primo tra il 3’ e il 12’. Cinque volte apripista Mario Gomez. Nelle nove gare interne, otto vittorie con 33 reti. Giusto, un uragano.
È la partita di Mazzarri, pensano in molti. Non esageriamo. Dovrà schierare un Napoli subito pronto, senza quei frequenti inizi contemplativi. E magari con una formula che tenga conto del Bayern. Una sola punta, Gomez, tre in seconda linea: Mueller, Kroos, Ribery. Meglio la difesa a 4 che a 3. Ma può essere anche a 5 in certi frangenti se avrà la elasticità fulminea delle ripartenze. Perché un punto debole il Bayern ce l’ha nei centrali di difesa: lenti. Vanno stanati e infilati con blitz velocissimi. Maggio arretra per Ribery, francese frizzante. La scelta di Zuniga prelude ad una maggiore copertura sulla sinistra. Dossena assicura la sua corsa lunga per ribaltare in fretta il gioco. Da capire chi aspetta Kroos: Dzemaili con Hamsik in prima battuta? Ma questa non è solo la partita di Mazzarri. Quando salirà in cattedra Hamsik? Dal suo arrivo a Napoli offre gol, tenendo alte le sue quotazioni, ma dall’addio di Reja non mostra progressi tecnici. È sempre più evanescente nella quantità e meno definibile nella sua funzione tattica. L’Europa chiama lui, Cavani, Lavezzi. Hanno finora lottato, sofferto e vinto gli altri. Nello stadio della Champions vedremo finalmente chi se la merita.
FONTE: ANTONIO CORBO PER “REPUBBLICA”

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di Redazione
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