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IL CIUCCCIO CHE VOLA

Napoli penalizzato


Napoli penalizzato
14/01/2012, 17:01

Ora è ufficiale! Il Napoli ha subìto una pesante penalizzazione a causa della vicenda del calcio scommesse. Il Napoli è stato penalizzato… anche se “solo” dai media padani! Alcuni quotidiani e certe riviste, hanno ri…costruito i fatti che vedrebbero coinvolti alcuni calciatori del Napoli, riuscendo ad edificare delle conclusioni anche senza conoscere le premesse, utilizzando una logica diversamente aristotelica, creando dei sillogismi che - lungi dall’essere il risultato di una sintesi tra tesi e antitesi - sono l’effetto di una reazione chimica che spontaneamente avviene quando si fanno interagire grettezza, bassezza morale, mediocrità e dilettantismo, volendo sottacere altre qualità che meglio renderebbero l’idea. Ma preferiamo mantenere la compostezza che contraddistingue i napoletani perbene anche quando vengono aggrediti. Signori si nasce, e i napoletani lo nacquero. Modestamente. Signori con la “S” maiuscola, quella napoletana, non quella bolognese. Noi napoletani non abbiamo bisogno di Doni. Noi napoletani ci siamo sempre sudati qualsiasi cosa. A differenza di altri, quando chi ci dirigeva ha commesso errori siamo falliti, siamo retrocessi, non abbiamo avuto rateizzazioni a cento sessant’anni. Quando mio nonno lesse la notizia pure lui andò a Equitalia per farsi spalmare le proprie cartelle in cento sessant’anni, ma gli negarono lo stesso piano di riparto, nonostante si fosse spacciato per il nonno di Lotito.
Quando il nostro Idolo ha commesso un errore neppure lontanamente paragonabile a ciò che una certa società ha messo in atto per alterare le prestazioni dei propri calciatori e per falsare i campionati, il nostro Idolo – sebbene avesse fatto del male solo a se stesso e certamente non si può dire che avesse migliorato le proprie prestazioni - è stato letteralmente cancellato dal calcio che conta. Della società che teneva le farmacie nei magazzini, invece, fu inizialmente punito solo il medico, quasi che la “bubbazza” la comprasse con i soldi propri e le zigulì le prendesse tutte lui. E solo quando si accorsero del grottesco paradosso, cercarono di rendere il tutto più coerente, assolvendo pure il medico. Ma la prescrizione estingue i reati non la vergogna. Anche se pare si sia prescritta pure quella, visto che quei prescritti ora criticano gli altri prescritti, quelli che avevano imbrogliato quasi quanto loro, e si erano visti assegnare a tavolino uno scudetto che non gli possono più togliere, ma non perché siano esenti da colpe vergognose. Ma sempre e solo per intervenuta prescrizione, che come detto estingue il reato, ma non cancella il fango nel quale il pallone ormai fatica a rimbalzare.
E dei passaporti falsi, ne vogliamo parlare? Ancora non ci spieghiamo come possano essere stati squalificati dirigenti e calciatori di società, solo multate, per la violazione di una norma che prevedeva ben altre conseguenze, che avrebbero regalato ai veri sportivi spettacoli indimenticabili, come i derby tra Inter e l’Atletico Padania, tra la Lazio e la Cisco Roma, che avrebbero avuto un fascino pari a quello del ritorno nel campionato italiano di una storica sfida tra Juventus e Pro Vercelli, che pure avremmo dovuto vedere, considerati i fatti venuti alla luce e del cui piacere ci hanno privato, perché in Italia la legge è uguale per tutti ma qualcuno è più uguale degli altri.
Al San Paolo, durante Napoli-Parma è stato avvistato a bordo campo il figlio di un boss della camorra, e questo fatto, di per sé solo, è considerato da certe testate una prova, neppure un indizio, di un illecito che comporterà una penalizzazione al Napoli. Non esistono riscontri a queste illazioni, nulla è emerso dalle intercettazioni, eppure ci si sente in dovere di pubblicare articoli in cui si gettano delle ombre di fango su una società, che restituendo credibilità e prestigio al calcio italiano in Europa, rimanendo una delle poche a rispettare le regole del fair play finanziario, battendo squadre che hanno deficit di centinaia di milioni di debiti.
 
Schizzi di fango quotidiano stanno piovendo su una società sulla quale alcuna prova vi è sul coinvolgimento in affari illeciti, che hanno visto invece protagonisti calciatori di altre squadre diversamente meridionali. Se ciò basta per aprire un processo mediatico, perché non ne furono aperti all’epoca sulla partecipazione azionaria della Lafico Libyan Arab Foreign Investment, braccio economico della buonanima di Gheddafi in una certa società, che sta cercando di moralizzare il calcio. La buonanima aveva un pedigree criminale ben più ricco di quello del figlio di un boss di Castellammare. Se facciamo un processo mediatico a De Sanctis che ha una reazione emotivamente spiegabilissima al goal del Napoli, mettiamo le microspie anche nelle gengive dei calciatori che mettono solitamente la mano davanti alla bocca quando parlano con avversari e allenatori avversari durante le partite. 
Se si avverte la necessità di dedicare pagine intere ad una non notizia, quale la intercettazione delle telefonate di alcuni calciatori, senza pubblicarne alcun contenuto penalmente o sportivamente rilevante, perché non si sente l’esigenza di pubblicare anche un successivo articolo in cui si precisi che il capo dei procuratori che gestisce le indagini in questione ha dichiarato che non sono emerse influenze della camorra sulla partita incriminata e perché no… anche non è emersa nessun flusso anomalo di scommesse su quella partita né sul totalizzatore nazionale cui sono collegati tutti i concessionari autorizzati dai Monopoli di Stato né  presso il bookmaker austriaco SkySport365?
Ci spiegassero queste test…ate in cosa si configurerebbe la presunta responsabilità oggettiva del Napoli. Se anche venisse accertato che un calciatore scommette su delle partite (cosa tutta da provare e che allo stato non è provata), ma senza aver contribuito ad alterare il risultato delle stesse (e l’unico indagato non avrebbe potuto in alcun modo alterare alcunché visto che da due anni non andava più manco in panchina) in base a quale principio si potrebbe penalizzare la società di appartenenza? A questo punto dovremmo penalizzare anche le società i cui calciatori evadono il fisco o vanno in giro con patenti false, etc… Non c’è alcun nesso tra le presente infrazioni contestate a qualche ex calciatore del Napoli e l’andamento delle gare, per cui assolutamente pretestuose e destabilizzanti sono da considerarsi gli assiomi sparati da giornalisti che dimenticano gli obblighi principali imposti da una professione delicata e di grande responsabilità, che non può prescindere dalla verifica dell’attendibilità delle fonti, da un minimo di riscontro e da una equa valutazione tra l’esigenza di fare notizia e rispettare la dignità e  l’immagine delle persone.
Se si pubblicano illazioni fondate sul niente e non anche le certezze che emergono nelle stesse indagini, sebbene meno scandalose e meno appetibili dai lettori, è più che evidente la malafede di chi sta mettendo in atto un terrorismo mediatico senza precedenti nei confronti di una società che comincia a dare fastidio e a far paura. La stampa e le televisioni napoletane debbono far fronte comune per realizzare un paraschizzi intorno alla squadra e alla città. I tifosi possono fare la loro boicottando certi giornali e certe televisioni, mentre la Società che tanto si è battuta per avere i diritti di immagine dei calciatori che ingaggiava, ora deve mettere in campo tutte le proprie forze per tutelare la propria immagine, a suon di richieste di risarcimenti miliardarie.
Chissà che il terzino, il mediano e il vice Cavani che servono al Napoli si possano comprare con i soldi di qualche testata che non ha… l’accortezza di verificare l’attendibilità di notizie gravemente lesive dell’immagine di una Azienda di livello internazionale, che provocano danni economici incalcolabili, allontanando sponsor attenti alla propria immagine e avendo un’incidenza notevole sull’andamento del marketing, dovuto alla disaffezione che può provocare nei tifosi un tale gioco al massacro costruito su notizie infamanti e senza fondamento alcuno.  

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di Gianni Puca
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