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FOCUS - CON INLER-DZEMA

Napoli, primo obiettivo centrato: c'è più qualità


Napoli, primo obiettivo centrato: c'è più qualità
01/08/2011, 18:08

Il primo obiettivo, fissato durante il colloquio di fine campionato tra Bigon, Mazzarri e De Laurentiis, è stato centrato: il Napoli ha più qualità.
Qualità, infatti, era la parola d’ordine imposta dal tecnico toscano, desideroso di aumentare in fretta le potenzialità della squadra, e dai tifosi, che da anni reclamavano l’acquisto di centrocampisti di livello internazionale.
Tutti accontentati, grazie agli arrivi di Inler e Dzemaili. I due svizzeri, infatti, rappresentano la vera novità degli azzurri. Il settore centrale del centrocampo, in pratica, è stato rivoluzionato.
Con grande benefici per la manovra, oseremmo aggiungere. Ciò che è sembrato subito evidente, seppur da amichevoli contro avversri non irresistibili come Barletta e Grosseto, è stata una diversa fluidità del gioco rispetto al passato.
Sia Dzemaili, che ha finora tenuto una posizione arretrata svolgendo un lavoro “oscuro” fatto di recuperi e falli tattici, che Inler, vero ispiratore delle azioni offensive, hanno infatti capacità di palleggio e sanno come pescare i compagni. Magari difetteranno un po’ nella fase di interdizione rispetto al duo Pazienza-Gargano, ma contribuiscono decisamente di più alla costruzione del gioco.
L’ex giocatore del Parma, per il momento, ha palesato una certa naturalezza nelle verticalizzazioni, anche se è stato limitato sia dalla personalità che dalla scarsa propensione a difendere mostrata dal compagno di reparto. “Dzema”, infatti, ha dovuto preoccuparsi molto degli avversari ed ha fatto ricorso al fallo tattico in più di un’occasione.
Diverso il discorso per Gokhan: il “turco-napoletano” ama dedicarsi alle “sventagliate” e, dunque, ai cambi di gioco. Non disdegna le verticalizzazioni, certo. Ma sembra che il suo compito principale sia quello di pescare attaccanti ed esterni con lanci improvvisi, tesi a sfruttare la velocità dei compagni e gli spazi lasciati sulle fasce dagli avversari.
Le qualità dei due elvetici, dunque, sembrano più complementari di quanto si pensasse. O, comunque, ai due vengono assegnati compiti differenti.
Ma l’aumento del tasso tecnico si è registrato anche in altre zone del campo, come la difesa e l’attacco. L’arrivo di Britos, infatti, ha dotato il reparto arretrato del Napoli di un altro giocatore con i piedi buoni, capace di dare vita alle ripartenze degli azzurri con i suoi lanci e le sue verticalizzazioni. Rispetto all’ex titolare, Aronica, si è fatto certamente un passo in avanti, almeno sotto il profilo della qualità.
Passo in avanti che riguarda anche il potenziale offensivo degli azzurri, aumentato grazie all’arrivo di Mario Santana. L’argentino, infatti, ha già dimostrato di essere in discrete condizioni fisiche e di poter rappresentare una valida alternativa a Lavezzi, cosa che è sempre mancata al Napoli.
Santana ha qualità di calcio, come dimostra la scelta di Mazzarri di fargli battere angoli e punizioni, e nel dribbling. Sa come saltare un uomo, come servire assist e, se serve, sa fare gol.
Così come sa far gol, e lo ha dimostrato ancora una volta, Cristiano Lucarelli. Il bomber livornese potrebbe rappresentare molto più che una “mascotte” per gli azzurri. Perché, se ha il piede “caldo”, vede la porta come pochi e, se le sue condizioni atletiche glielo consentiranno, potrebbe rappresentare un’inaspettata ed efficace arma in più per il Napoli. Anche questa all’insegna della qualità.

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di Pietroalessio di Majo
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