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LO SCRIVE "REPUBBLICA"

"Napoli, quando la competenza fa la felicità"


'Napoli, quando la competenza fa la felicità'
02/01/2012, 10:01

Per una volta, fa uno strappo alla regola benedettina che ha liberamente adattato. Il vero “ora et labora” di Walter Mazzarri è lo studio maniacale dei dettagli con tanto di applicazione pratica durante gli allenamenti. La trasposizione moderna è un’impresa sportiva che ha costruito mattone dopo mattone con passione, competenza e sacrificio di chi per 24 ore al giorno mangia e respira calcio in ogni sua sfumatura. Di solito, sono quelle che fanno la differenza trasformando le belle speranze di un gruppo di talenti in certezze consolidate.

Il Napoli così è diventato grande. Un obiettivo alla volta senza la paura di cadere all’improvviso nel vuoto. Crescita costante, terzo posto in campionato, qualificazione in Champions League e addirittura un posto tra le migliori 16 d’Europa dopo aver eliminato il Manchester City, progetto costruito ad immagine e somiglianza dei petrodollari dello sceicco Mansour. I soldi non fanno sempre la felicità calcistica, la competenza, invece, sì. Ecco perché il tecnico di San Vincenzo – complice la sosta del campionato che mitiga le tensioni – decide di riannodare il filo delle emozioni e si racconta al sito ufficiale del Napoli. Il flash-back è colorato d’azzurro e coinvolge tutti i protagonisti. I meriti, del resto, non sono mai del singolo. «Si è chiuso un anno davvero straordinario, abbiamo superato le aspettative più rosee. La squadra ha dimostrato impegno e generosità». Tutti promossi: «Mi riferisco sia a quelli che hanno giocato di più, sia agli altri che hanno messo da parte i propri interessi anteponendo il bene del gruppo. Faccio i complimenti anche al mio staff e naturalmente alla società che sta portando avanti un progetto importante con serietà e professionalità ». Mazzarri apre il libro dei ricordi e comincia a sfogliare. Impossibile sceglierne uno solo. La Champions merita un capitolo a parte: «Ricordo lo sforzo fatto per ben figurare al debutto contro il Manchester City all’Etihad Stadium. L’obiettivo era dimostrare che non eravamo degli intrusi, volevamo essere alla pari dei ricchi del calcio ». Che poi hanno pianto al San Paolo: «La vittoria nella gara di ritorno è stata la chiave per la qualificazione». Storica e celebrata. Pure il campionato ha il suo momento indelebile: «Non credo esista la partita perfetta, ma contro l’Inter ci siamo avvicinati a questi canoni vincendo 3-0». La prestazione di San Siro rappresenta addirittura un paradosso perché aumenta il retrogusto amaro del sesto posto in classifica. Il racconto, dunque, necessita di nuove puntate e Mazzarri torna il solito. Sempre sul pezzo, sempre con quella fame agonistica di chi non si accontenta: «Spero di continuare nella scia dell’anno appena passato. Vogliamo migliorare progressivamente i nostri standard e dare quante più soddisfazioni possibili ai tifosi sia in campionato sia in Champions. La sfida con il Chelsea è già un bel traguardo, ma la nostra filosofia resta quella di non precluderci nulla fino al termine della stagione, dare il massimo e arrivare più in alto possibile». La sua natura, del resto, è questa. L’adattamento “moderno” in salsa toscana di “ora et labora” non fa sconti neanche a Capodanno. Mazzarri è il primo ad arrivare al centro tecnico. Si rintana nello spogliatoio e dà un’occhiata al programma da realizzare in questi giorni. Benzina nelle gambe e tanto lavoro assegnato alla sua squadra. Ieri corsa e ripetute, oggi si replica con una doppia seduta in attesa che il gruppo si arricchisca di tutti i sudamericani, con Edinson Cavani in testa. La rimonta, dunque, nasce così. Silenzio, parla Mazzarri. Nella situazione che preferisce: lui, il campo e la squadra. I tifosi apprezzano tanto la sfida.
FONTE: REPUBBLICA

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di Redazione
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