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LA FREMENTE ATTESA

Napoli, quanta suspense: sembra un film!


Napoli, quanta suspense: sembra un film!
02/04/2011, 20:04

L’attesa, si sa, contribuisce all’ingigantimento della suspense. E’ così nel cinema, in tv, nella vita e, dunque, anche nel calcio.
Nei programmi televisivi, ad esempio, quando c’è un ospite sensazionale, il conduttore lancia la pubblicità e, nel contempo, ne annuncia la presenza. Si pensi anche ai film di un certo tipo, in cui il silenzio tombale e la calma apparente precedono sempre l’evento “critico”, o, ancora, all’assegnazione dei premi, in cui, tra il “the winner is” ed il nome del vincitore, trascorrono tutti quei secondi. Le tecniche per generare la suspense, insomma, si basano sempre su di un attesa volutamente prolungata.
Anche nel calcio, si diceva, può accadere lo stesso. Neanche fosse opera di un abile sceneggiatore, infatti, il copione della Serie A 2010-2011 ha voluto porre la sosta, dovuta agli impegni delle Nazionali, subito prima del momento cruciale della stagione.
Due settimane servite per ammirare l’Italia di Prandelli, certamente, ma soprattutto per far crescere l’attesa per questo week end di forti emozioni. Lo dimostrano i 140 mila tifosi che, tra oggi e domani, popoleranno le tribune di San Siro e del San Paolo. Stasera, però, alle parole ed ai pronostici, cominceranno a subentrare i fatti.
Si parte con l’attesissimo derby Milan-Inter, in cui il Napoli farà da spettatore interessato. Si è parlato tantissimo di cosa convenga agli azzurri e cosa meno e, a quanto pare, si è giunti ad una conclusione più o meno unanime: meglio vinca l’Inter o, al limite, un pari.
La squadra di Mazzarri, infatti, dovrà giocare al San Paolo alla penultima giornata proprio contro i nero-azzurri, ragion per cui sarebbe meglio dover inseguire loro che i rossoneri, contro i quali il Napoli ha già sprecato le due chances avute quest’anno.
Ma, innanzitutto, i partenopei dovranno badare a gestire bene le energie fisiche e psicologiche, poiché l’impegno che li attende è tutt’altro che semplice. La pressione cresce settimana dopo settimana, insieme alle speranze e alla voglia di sognare dei tifosi. Mazzarri ha messo in guardia i suoi, tenendoli sempre sull’attenti e raccomandando loro di non farsi distrarre dalle voci e dai facili entusiasmi.
Un lavoro, quello del tecnico toscano, sicuramente complicato dalla sosta. Lo stesso Mazzarri, un’ora fa, non ha esitato a dire: “ne avrei fatto volentieri a meno”. Il generale Walter è preoccupato: la pausa potrebbe rappresentare “un’insidia” poiché, oltre alla possibilità che abbia distratto la squadra, fornisce incognite sulla condizione di giocatori che, fino a quindici giorni fa, stavano benissimo.
Chissà, però, che tutta quest’attesa non abbia in qualche modo aiutato i giocatori azzurri a rendersi effettivamente conto di cosa stanno vivendo. Chissà che questo, invece di distrarli, non li abbia resi ancora più consapevoli: non è un sogno quello che stanno vivendo, ma la cruda e nuda realtà.
Pressione o consapevolezza dei propri mezzi, quale delle due sarà cresciuta maggiormente in questi quindici giorni?
A Napoli-Lazio va l’ardua sentenza…

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di Pietroalessio di Majo
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