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LAVEZZI VA BLINDATO

Napoli, quei 31 milioni iniziano ad essere pochi!


Napoli, quei 31 milioni iniziano ad essere pochi!
21/03/2012, 10:03

Niente. Proprio non se ne capacitano. Le grandi squadre d’Europa non ci dormono la notte: “Ma quanto è bravo quel Lavezzi”… si dicono i loro presidenti, girandosi e rigirandosi nel letto, alla sera, nel tentativo di prender sonno.
“E, al Napoli, è costato soltanto 5 milioni e mezzo: che colpo”! Non se ne capacitano. Proprio non ci riescono. Il merito, perché va a dato a Cesare quel che è di Cesare e, perché no, a Pierpaolo quel che è di Pierpaolo, è di Marino, attuale responsabile dell’area tecnica dell’Atalanta, ma ex direttore generale degli azzurri, nei primi anni dell’era De Laurentiis.
Fu il dirigente irpino, infatti, ad intuirne il grande talento, nonché i mezzi fisici e tecnici. El Pocho, arrivato a Napoli il 5 luglio 2007, probabilmente non per caso (nello stesso giorno, ma nel 1984, arrivò Maradona), ha fatto innamorare tutti in poco tempo, fin dalle prime serpentine e dai primi (pochi) gol.
Ma, quando si dice tutti, si intende proprio tutti! Non a caso, poche settimane fa anche il presidente dell’Inter, Massimo Moratti, si è espresso senza esitare: “Intavolare una trattativa per Lavezzi con il Napoli? Molto volentieri, sono pronto, anche subito”!
Non per caso, lo sogna anche la Juventus, e nei mesi scorsi si parlò di Manchester City, United e Chelsea, negli anni addietro di Malaga, Liverpool o Barcellona.
Ma il Napoli, forte della clausola rescissoria di 31 milioni di euro presente nel contratto dell’argentino, non ha mai dovuto nemmeno sedersi ad un tavolo con qualcuno. Forse, perché: “Sono troppi 31 milioni per un attaccante che segna così poco”, come sostenevano in tanti.
Ma adesso il Pocho ha iniziato anche a buttarla dentro ed ecco che quei 31 milioni, prima ritenuti garanzia affidabile, cominciano ad essere pochini. Se ne sono accorti tutti, non solo Manchester City ed Inter. E potrebbero iniziare con delle manovre per “ingolosire” Lavezzi.
Il Napoli, dal canto suo, non dovrà permettere che questo avvenga. Finché ci sarà quella clausola nel contratto del 22 più amato dai napoletani, nessuno potrà sentirsi in una botte di ferro. Perché la tenacia di De Laurentiis è una base solida per essere sicuri del futuro ma, se le carte dicono altro, ci sarà poco da fare…

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di Pietroalessio di Majo
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