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SCRIVE ANTONIO CORBO

"Napoli, ricordati che meriti la Champions"


'Napoli, ricordati che meriti la Champions'
21/11/2011, 11:11

Domani il Manchester City, la sfida che decide il destino del Napoli in Champions. Il campionato avanza lentamente, la Juve è prima ma i 7 punti possono ridursi a 4 il 29 novembre.
Questo Manchester vince facile in Premiership, ma non può spaventare il Napoli, che l’ha già bloccato in Inghilterra. Mazzarri un po’ esagera. Definisce «pazzesco» il suo livello di gioco, «come Barcellona e Real Madrid». Nel suo campionato è primo con 34 punti su 36, cinque sull’altro Manchester, 7 vittorie filate, l’ultima sul Newcastle. Centrocampo e attacco sono formidabili, splende per saggezza e forma la luna di Balotelli, ma la difesa non è irresistibile, se aggredita in velocità dal miglior Napoli. Non fosse così, si potrebbe osservare: se nel girone A ci sono invincibili marziani, perché fu la Champions il primo obiettivo della stagione? Calma, il Napoli è in Europa non per decreto legge, ma per meriti indiscussi. Se ne ricordi domani. Ecco, più che gli avversari il Napoli osservi se stesso. I suoi limiti, i suoi valori.
È pronto? Mazzarri, che sa trasmettere come nessuno motivazioni al gruppo, stavolta ne sembra condizionato. Sostiene a fine gara, più scosso che deluso: il Napoli doveva battere la Lazio 4-0. Davvero? Sorprende anche un’altra partedell’intervista: non immaginava una difesa laziale a 3, e non c’è stato tempo per spiegare come attaccarla. Attenzione, la Lazio non era a 3. Semmai a 5, a volte a 8: Konko a destra per ostruire Dossena, centrali Diakite e Stankevicius, ben due sulla sinistra per chiudere gli spazi a Maggio: Radu e Lulic. Specchietto Cissè al centro, con movimenti orizzontali. Due mediani: Brocchi in attesa di Hamsik e Ledesma graziato da Dzemaili che era una lettera spedita in avanti senza indirizzo. Per fortuna c’è Gargano. Proprio Ledesma, giocando in poltrona, ha dimostrato come si attacca una difesa a tre: con il continuo cambio-gioco, in modo da scoprire di volta in volta un lato del Napoli. Ci si è messo poi Sculli defilato e largo per Campagnaro, con Hernanes tra le linee: una spina. Perfido il disegno di Reja. Con la difesa a tre, il Napoli deve abbassare un mediano. Se è Inler, rimane senza uomo d’ordine, e Lavezzi arretra troppo per ripartire in dribbling, lo stesso Hamsik schierato sulla mediana è in ripresa, generoso, ma finisce per passare la palla indietro, mai che apra da lontano il gioco. Il miglior Hamsik si è visto nel finale, terzo a sinistra in un 4-3-1-2, con Pandev dietro le punte. Uscito Dossena, ha proposto lanci corti, ma velenosi. Il Napoli è dinanzi a delle scelte, da cambiare anche in partita: difesa a 3 o 4. Fissata questa base, deve rettificare posizioni e distanze. Altrimenti corre molto ma a vuoto, per fermarsi dinanzi ad un muro. Come sabato. Solo se studia bene il primo tempo e ne risolve i disguidi, può finalmente volare anche nella nuova stagione.
FONTE: ANTONIO CORBO PER “REPUBBLICA”
 

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di Redazione
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