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Napoli, se Mazzarri va via, spunta Di Matteo?


Napoli, se Mazzarri va via, spunta Di Matteo?
22/05/2012, 10:05

Una città in subbuglio, sei milioni di tifosi ubriachi di gioia sparsi nel mondo. Basta una coppa Italia, basta così poco per regalare la felicità? A Napoli è così, si festeggia ogni trionfo ma non ci si accontenta. E il passo è breve dalla Tim Cup allo scudetto. Tocca al patron De Laurentiis e al tecnico Mazzarri soddisfare le aspirazioni popolari tornate a essere raffinate negli ultimi due anni e mezzo: il Napoli è passato dal sestultimo posto, agli ottavi di Champions persi contro il Chelsea diventato campione d’Europa, fino alla conquista del trofeo tricolore. Tocca a loro: ma saranno insieme anche il prossimo anno? Il dubbio è lecito e nessuno dei due accenna a sbilanciarsi, almeno fino a quando non ci sarà il decisivo faccia a faccia. «Il mio futuro? Rispetto i ruoli: è la società che deve convocarmi», è stato garbato ma deciso Mazzarri nel suo colloquio di ieri mattina a Radio Marte, poche ore dopo la notte di festa. «Sono andato a letto alle sette - ha detto - e alle undici mi hanno svegliato. Ma non fa niente, per vittorie del genere posso anche non dormire due notti. Conquistare un trofeo dopo 22 anni è eclatante, ma come l’abbiamo vinto contro la Juve imbattuta da 42 partite, è un riscatto sociale, come ci avevano detto i tifosi prima di andare a Roma. Per quanto mi riguarda, con il Napoli ho un contratto che intendo rispettare, quando mi chiameranno dirò la mia».
INCONTRO CHIAVE - Già, ma Mazzarri quando incontrerà De Laurentiis che cosa dirà al presidente? Il colloquio dovrebbe esserci tra domani e venerdì, a Roma, nella sede della Filmauro, anche se De Laurentiis avrebbe voluto parlare con il tecnico a caldo, a poche ore di distanza dalla trionfale notte romana. «No presidente, sono troppo stanco e domani ho bisogno di riposare: torno a casa da miei», non se l’aspettava De Laurentiis che il suo allenatore gli desse una risposta così secca. D’altra parte, è vero che il presidente aveva deciso di tornare a Napoli con la squadra per festeggiare con i tifosi, ma lo aveva fatto - anche e soprattutto - con l’intento di sistemare la pratica-panchina. De Laurentiis avrebbe piacere se Mazzarri gli desse l’ok su due punti: il prolungamento dell’accordo in scadenza a giugno 2013 e un mercato fatto soprattutto di giovani interessanti. «Ho un altro anno di contratto e intendo rispettarlo», ripete di continuo il tecnico, senza mai aggiungere la volontà di prolungarlo. Cosa che in precedenza considerava come una pregiudiziale di garanzia per iniziare un lavoro. Perché Mazzarri vuole arrivare a scadenza sulla panchina del Napoli? Probabilmente perché dopo tre anni così intensi, la stanchezza sale a galla e si avverte la necessità di fare altre esperienze. E poi, il tecnico livornese non avrebbe alcuna difficoltà ad accettare un progetto-giovani, purchè insieme al presidente si vada in conferenza stampa a spiegare ai tifosi che i sogni scudetto devono essere momentaneamente trascurati. Possibile? Forse sì, ma De Laurentiis ha convinzioni opposte. Alla luce di qualche risultato ottenuto quest’anno dal Napoli (coppa Italia vinta contro la Juve degli investimenti esagerati) e dall’Udinese (seconda qualificazione consecutiva in Champions con una politica di mercato per nulla onerosa), si sente in grado di centrare traguardi molto simili a quelli dei club che sperperano il denaro. Con due punti di vista così opposti tra di loro, è possibile la convivenza in comune? Oggettivamente no e non è improbabile che si arrivi a una separazione consensuale al termine del vertice a due.
COME IL CHELSEA - De Laurentiis potrebbe accettare le richieste di Mazzarri, cioè un mercato di prima fascia con quattro innesti scelti dal tecnico, oppure proporgli un periodo di pausa, senza esonero e con regolare pagamento dello stipendio, fino a quando non arriverà un altro club a proporgli un ingaggio. Ma resta il problema dell’erede in panchina: chi potrebbe prendere il posto di Mazzarri nel Napoli? La domanda sembrerebbe fuori luogo all’indomani di una trionfale coppa Italia, ma non lo è nella misura in cui il patron sta contattando allenatori su allenatori. Aveva cominciato a sondare Giuseppe Sannino , per ricevere un garbato «no grazie: andrò al Palermo». Poi aveva proseguito con Vincenzo Montella. Pare che la settimana scorsa, precisamente venerdì, lo abbia contattato telefonicamente per chiedergli di venire oggi a Napoli il martedì seguente e discutere l’eventualità di un accordo. «Presidente, avrebbe dovuto contattarmi prima: ora ho detto sì alla Roma», è stata la replica di un Montella che poteva essere interessato ad allenare nella sua città. Siamo sempre nel campo delle ipotesi, in una situazione così magmatica come quella attuale nel Napoli, comunque il target del patron resta questo: un tecnico bravo, ma con un curriculum professionalmente non di primissimo livello. Ecco perché si è poi spostato sull’estero, immaginando sulla panchina del Napoli l’arrivo di Andrè Villas-Boas, allenatore portoghese esonerato dal Chelsea proprio dopo il ko del San Paolo. Però l’ingaggio del tecnico e lo staff numeroso che lo segue, sono elementi che avrebbero scoraggiato il presidente. La ricerca prosegue e giunge nuovamente a Londra, sempre sponda Chelsea. L’idea più recente porta fino a Roberto Di Matteo, l’ex mediano italo-svizzero che ha rivoltato il Chelsea come un calzino, fino a fargli vincere la Champions League. Cosa non da poco, porta in dote il trofeo continentale più prestigioso e accetterebbe il progetto-giovani: sì, Di Matteo può essere il nome giusto.
FONTE: TUTTOSPORT
PdM

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di Redazione
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