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PARLA HAMSIK

"Napoli, se vinciamo la Coppa, taglio la cresta"


'Napoli, se vinciamo la Coppa, taglio la cresta'
11/05/2012, 10:05

La verità, tutta la verità, nient'altro che la verità: tre ore per conoscere il proprio destino, perché il bivio è ormai ad un passo - due partite, nient'altro - e sarà la sorte a decidere. «Noi ci crediamo». La verità è un filo diretto tra il san Paolo, il Massimino e l'Olimpico di Roma, un effetto tridimensionale da vivere in diretta, dalle 20.45 di domenica sera, lasciandosi trascinare dalla ferocia di Hamsik e di Maggio, dalla loro voglia matta di Champions, da una fame insaziabile che non si è mai placata in quello slovacco eletto con il quadriennale appena siglato bandiera del futuro: «Lo sapete tutti: noi vogliamo vincere con il Siena. Poi bisognerà aspettare quello che accadrà altrove. Non dipende solo da noi, ma quel che ci riguarda, cominciamo a prenderci i tre punti».

PERCHE' SI' - Il Vomero è il cuore di Napoli che pulsa e quei duecento giovanotti convocati da Banca Intesa-san Paolo per l'appuntamento con il principe azzurro ne hanno di curiosità da esaudire, di domande da porre, di sogni da coltivare: la Champions è l'estasi - e però anche un po' il tormento - che imprigiona chiunque, pure loro; e poi, a seguire, in una raffica di emozioni ingovernabili, c'è domenica 20 maggio, la madre di tutte le partite, cioè la Juventus, e stavolta per «giocarsi» la Coppa Italia: «Se vinciamo, mi taglio la cresta: è una promessa che ho già fatto e che mantengo. Tanto sono già brutto.... Però prima…». Il Siena a Fuorigrotta, l'Udinese a Catania e il braccio di ferro tra Lazio e Inter all'Olimpico: il calcio del Terzo Millennio si (ri)affida alla radiolina, attende informazioni via etere; e il Napoli, tentando di non distrarsi, proverà a far da sé, intanto, risolvendo la pratica: «Sarebbe una prospettiva grandissima, chiaro. Giochiamo, poi al termine delle gare si vedrà come sarà andata».
CARO POCHO - Le domande sorgono spontanee e puntano dritto all'epicentro delle questioni dominanti: ma il pocho parte o resta, caro Hamsik? Tu che gli sei amico, che condividi con lui lo spogliatoio, cosa puoi dirci? E poi, con chi ti trovi meglio, tra Lavezzi, Pandev e Cavani? E' un fuoco di quesiti (roventi), è un assalto in piena regola all'arte diplomatica d'un uomo che però è nato vecchio??: «Sul pocho, non saprei che dire: fosse qui lui, potreste rivolgere a lui il quiz: Per quanto mi riguarda, mi diverto a giocare con tutti gli attaccanti del Napoli, che sono i più forti. Sono felice di aver rinnovato, di essere qui ad indossare questa maglia: e se vinciamo». Zac, si gira.
SERE DI MAGGIO - Il Siena e la Juventus: sette giorni in bianco e nero, per intuire l'orizzonte; per andarlo a visitare un'Europa non ancora (ben) definita: qui Hamsik a te Maggio e la storia (e le aspirazioni) non cambiano, le ansie neppure e il collegamento con gli stadi deputati a decidere anche per il Napoli sono già avviati da quell'esterno che un po' si macera nei rimpianti ed un po' ostenta ottimismo: «Abbiamo forse il cinquanta per cento di possibilità di farcela, o magari un po' meno dovendo condividere le chanches anche con la Lazio. Ma noi siamo costretti innanzitutto a vincere e poi attendere il responso delle gare dell'Udinese e della Lazio. Siamo fiduciosi e comunque vogliamo interpretare nel miglior modo possibile questo finale di stagione. Diciamo che per una sera tutti i sostenitori del Napoli saranno anche un po' tifosi del Catania». La verità è dietro un triplice fischio.
FONTE: CORRIERE DELLO SPORT
PdM
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di Redazione
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