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IL GIUDIZIO DELLA GDS

"Napoli, squadra di rimessa che non sa imporsi"


'Napoli, squadra di rimessa che non sa imporsi'
30/01/2012, 10:01

Niente di nuovo sotto il nevischio. Il Napoli double face non si smentisce: grande con le grandi, piccolo con le piccole. Col Genoa stessa solfa, anzi più brutta del solito, anche per colpa del turn over. Non inganni il risultato: è stato forse uno dei Napoli più brutti della stagione, almeno per 75 minuti. Il Genoa lo domina, gli rifila tre pappine, un altro paio le spreca. La vendetta è un piatto che va benissimo consumare anche caldo, dopo il 6-1 subito un mesetto fa. Ma dieci minuti di straordinaria amnesia, al tramonto della sfida, rischiano di rovinare ciò che la neo premiata ditta Gilardino- Palacio, con l’appoggio di Sculli, ha creato. Il Genoa subisce il ritorno inaspettato del Napoli rinforzato da Cavani. E tocca a Frey salvare una vittoria messa incredibilmente in discussione sul perfido tiro finale di Dzemaili.

Che prodezze - Quando gioca una squadra sola, di solito la partita è bruttina. Come questa. C’è stato un avvio fatto di tanti errori: di passaggi, di misura, di mira. Il Genoa spingeva, prendeva campo, soprattutto a sinistra grazie a uno Sculli davvero pimpante. E il Napoli subiva, quasi rassegnato. Ma non c’era bellezza, quella per fortuna è arrivata col capolavoro di Palacio che apre la sfida, una semirovesciata finita nell’angolo lontano di De Sanctis su assist di Gilardino. Curioso, l’argentino è famoso come assist man, l’azzurro come serial bomber. In coppia, si sono invertiti i ruoli: il Gila, che comunque segna il 2-0 di testa dopo uno scambio con Sculli, è al quarto assist in 3 partite. Palacio ha già eguagliato il suo record di reti in Italia: 10. Anche per il bis (azione viziata da un fallo su Maggio in avvio però), un bellissimo diagonale alla Milito, deve ringraziare Gilardino. Ecco, quando Palacio fa il 3-0 siamo al 25’ della ripresa e il Napoli, tranne un’occasione di Hamsik, non s’è visto. Mazzarri che ha già sostituito Cannavaro infortunato con Maggio a fine primo round, inserisce Cavani e Vargas per una squadra super offensiva. Non succede molto fino al gol del matador di testa al 35’. Il Napoli si sveglia all’improvviso e rischia di pareggiare creando parecchie occasioni. Ma si ferma al gol di Lavezzi, un interno destro aereo stupendo quanto i gol di Palacio. Risvegli e soliti problemi Giusto così, un pari sarebbe stato troppo. Marino ha aggiustato il Genoa, a Marassi è solido e aggressivo. Ora deve pensare a quello da trasferta. L’importanza del Gila è palese. Oltre ad assist e gol, fa reparto da solo in area. Il Napoli invece è alle prese coi soliti problemi. Se fa turn over, non è mai lo stesso. La difesa subisce troppo. Ha la panchina corta, nonostante gli acquisti. Vargas è ancora un soggetto non identificato. E poi c’è questo braccino con chi sta in bassa classifica. E’ impressionante la differenza di media punti: 2,08 con le grandi (contando Champions e Coppa Italia) e 1,31 con le piccole. Starà pesando la fatica di Champions, come dice Mazzarri, e sul breve la fatica della sfida con l’Inter. Ma è anche vero che il Napoli continua a non sapersi imporre, è squadra di rimessa. E’ ora di trovare un rimedio. Probabile non si preoccupi più del campionato (ma anche il campionato non si preoccupa più del Napoli) e si concentri sulle coppe, pensando che la finale di Coppa Italia, e dunque l’Europa, sia quasi certa. Ma prima c’è il Siena, che è una piccola. Come la mettiamo?
FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT

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di Redazione
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