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PARLA OTTAVIO BIANCHI

"Napoli, tieniti Hamisk: chi dà più garanzie"?


'Napoli, tieniti Hamisk: chi dà più garanzie'?
05/07/2011, 10:07

Ottavio Bianchi sta raggiungendo in queste ore l'Argentina. Guarderà qualche partita di Coppa America, ma sarà lì principalmente per dedicarsi ad i suoi hobby, innanzitutto la pesca. Chissà se al suo ritorno, il Napoli avrà finalmente completato il centrocampo con il tanto atteso arrivo di Gokhan Inler: «Indubbiamente si tratta di un ottimo giocatore», dice Bianchi, che però continua a ritenere il gruppo più importante dei singoli. Del resto, faceva così anche con un certo Diego Armando Maradona. «Conta soprattutto la programmazione—afferma il tecnico del primo scudetto un termine del quale troppo spesso si abusa».
Progetti vincenti - Il progetto, innanzitutto, quindi. Per il Napoli è fondamentale capire, nell’anno della Champions, cosa fare adesso che è una grande del calcio italiano. Questo, però, senza dimenticare come si è riusciti a tornare ai vertici, dopo il fallimento dell’estate 2004. «Continuare sulla strada intrapresa di recente, conservare i campioni come Hamsik e migliorare ulteriormente l’organico», questa la ricetta di Ottavio Bianchi per confermarsi ad altissimi livello. Il tecnico del primo scudetto non ama parlare di mercato, non vuole farsi coinvolgere nel giochino del «chi arriva e chi parte », ma è felice che il Napoli ricominci da una riconferma importante, quella di Walter Mazzarri
Su Walter - «Il mondo del calcio è sempre più schizofrenico —dice Bianchi —, i presidenti non esitano a cambiare allenatore alle prime difficoltà. Invece, De Laurentiis ha capito che è fondamentale la continuità in panchina per non far perdere punti di riferimento alla squadra». In effetti, il Napoli ha ormai una sua identità ben precisa, che Walter Mazzarri ovviamente non intende stravolgere. Il modulo di gioco è ormai lo stesso da diversi anni (la difesa a tre fu adottata per la prima volta da Reja in serie B ben 5 stagioni fa) ed anche in chiave mercato questo rappresenta un vantaggio: «Credo che alcuni di loro sono arrivati a Napoli proprio perché ben si adattavano al sistema di gioco che la squadra pratica – continua Bianchi, interpellato anche da Crc—.Ormai i giocatori azzurri si conoscono benissimo tra di loro e sanno cosa debbono fare per sfruttare a dovere le reciproche caratteristiche
Tasselli - Fondamentale, però, sarà confermare i tasselli che impreziosiscono il mosaico. Il riferimento ad Hamsik non è affatto casuale: «Dal mio punto di vista non deve andar via. Tatticamente, dei tre attaccanti è quello che dà maggiori garanzie a Mazzarri perché agisce tra le linee e poi si inserisce in area avversaria. Quanto vale? Non sono un operatore di mercato, ma credo che uno come lui costi molto. Inoltre, sarebbe difficilissimo da sostituire perché Napoli è una piazza esigente. Comunque, a prescindere dai singoli, il gruppo va confermato praticamente in blocco per poter restare ai vertici. Poi è logico che bisognerà vedere cosa faranno le rivali, perché tutti ambiscono a rinforzarsi». Sarà necessario che lo faccia anche il Napoli. La Champions League è un’avventura affascinante, ma ricca di difficoltà. La scorsa stagione, in Europa League gli azzurri hanno vinto appena una partita su otto (all’ultimo minuto, in casa, contro la Steaua Bucarest) e di conseguenza bisognerà attrezzarsi a dovere per il palcoscenico internazionale: «È scontato dire che servono giocatori forti per competere con le grandi d’Europa, visto che tra l’altro il Napoli sarà inserito in quarta fascia e quindi si prospetta un girone di ferro. Comunque, mi sembra che ci si stia muovendo in tal senso, provando a costruire una rosa dove non esistano più titolari e riserve, ma ci siano tutti elementi tra loro interscambiabili». Gruppo e progetto, si vince così.
FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT

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di Redazione
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