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Obiettivi e risultati non coincidono

Napoli, tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare...

Ma nelle coppe non si doveva "ben figurare"?

Napoli, tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare...
22/02/2013, 20:52

“Quali obiettivi si pone il Napoli per questa stagione? Oggi l’organico è finalmente completo e competitivo, sono arrivati giocatori nuovi che potranno rappresentare delle valide alternative ai titolari. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per tornare in Champions e ben figurare in Coppa Italia ed Europa League”.

Si era agli albori della stagione 2012-2013 e il club partenopeo, attraverso le parole di De Laurentiis e Bigon, dichiarava i propri obiettivi, rendendo note le aspirazioni della dirigenza che, peraltro, coincidevano con quelle della “piazza”.

Ad oggi, con il Napoli in piena corsa per lo Scudetto e impegnato in un’avvincente sfida con la Juventus, sembra difficile poter tracciare un primo bilancio della stagione. Ma, in realtà, a dispetto di un campionato condotto costantemente nelle zone altissime della classifica, gli azzurri avrebbero già “guadagnato” il diritto ad essere giudicati per almeno 2/3 dei propositi d’autunno. Virgolette d’obbligo, visto che da guadagnare, nell’essere giudicati per il loro rendimento nelle coppe, avrebbero ben poco.

E ci sembrerebbe pure un po’ ingeneroso, perché i giocatori che spesso hanno rappresentato il Napoli nelle competizioni diverse dal campionato non sono abituati a comporre una squadra, diversamente dagli undici titolarissimi, il cui zoccolo duro è sotto il Vesuvio da anni e si conosce a memoria.

Qualcosa da giudicare, però, ci sarebbe. Il riferimento, è ovvio, è all’operato della società. Intesa in senso ampio, coinvolgendo tutti, dall’allenatore, al diesse e al Presidente, fino ad arrivare all’ultimo degli osservatori.

L’ingrato compito, però, spetta a voi. Voi che ci leggete, che pagate gli abbonamenti Sky ed i biglietti per andare allo Stadio, che regalate ai vostri figli la maglietta di Hamsik o Cavani, magari una sciarpa. Siete voi, innanzitutto, “il Napoli”. Non dimenticatelo mai. Rappresentate il  bacino d’utenza ed è su di voi che si fonda la fortuna della società e, quindi, della squadra. Nonché di tutti quelli che, col calcio, si arricchiscono.

Per poter giudicare, però, vogliamo darvi degli strumenti. Non che, poveri noi tutti, non ne abbiamo avuti a sufficienza in questi mesi, ma una rinfrescata non fa mai male. E, dunque, procediamo.

Parliamo di quei due terzi del “pacchetto obiettivi stagionali”. Lasciando stare il campionato, perché “i conti si fanno alla fine”, espressione talmente abusata che sembra divenuta incontestabile. Ma, invece, fingete per un attimo di volerla mettere in discussione questa maledetta “legge non scritta”.

Fingete che la sconfitta interna col Bologna (2-3, costata l’eliminazione in Coppa Italia) e quelle patite, in serie, in Europa League, culminate nello 0-5 complessivo rimediato col Viktoria Plzen ai sedicesimi, costituiscano un sufficiente “quadro probatorio”.

Fingete che l’estromissione (con umiliazioni annesse) dalle due Coppe facciano parte della stagione del Napoli e che rappresentino il fallimento totale dei due terzi degli obiettivi stagionali.

Fingete che la società, prima della stagione, vi abbia detto: “Quali obiettivi si pone il Napoli per questa stagione? Oggi l’organico è finalmente completo e competitivo, sono arrivati giocatori all’altezza che potranno rappresentare delle valide alternative ai titolari. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per tornare in Champions e ben figurare in Coppa Italia ed Europa League”.

Ops.

La finzione, forse, non è poi così lontana dalla realtà. Ma sta a voi giudicare se il Napoli ha “ben figurato” nelle coppe e se le seconde linee sono “all’altezza dei titolari” e se, per il momento, la società ha raggiunto ciò a cui ambiva.

Un’idea ce la siamo fatta, no?

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di Pietroalessio di Majo
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