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LO SCRIVE LA GDS

Napoli vince. E dimentica povertà e disoccupazione


Napoli vince. E dimentica povertà e disoccupazione
22/05/2012, 10:05

Alle undici della sera Napoli s’è scordata di tutto. Del balordo pomeriggio bolognese e della povertà che morde le caviglie, dell’eliminazione dalla Champions e del lavoro che non c’è. Ha rimosso perfino l’infedeltà di Lavezzi, principe destituito a mezzo fischi e incoronato un’altra volta – forse l’ultima - in questo folle Carnevale dal sapore sudamericano. Perché questa città capace di mille resurrezioni, è fatta così: le basta un attimo per tornare a gonfiare il petto e lasciarsi alle spalle ogni sventura. Nella sera della quarta Coppa Italia, l’attimo che separa i due emisferi sentimentali è segnato dai tre fischi di Brighi.
Colori ed emozioni - È in quell’istante che comincia la lunga «nuttata» di Napoli. Che stavolta tutti si augurano non passi mai. Passeggiarci dentro è come tuffarsi in un frullatore di colori e di emozioni. Una valanga di gioia che scende rapida e s’insinua in ogni strada, in ogni piazza, in ogni vicolo del centro. Il primo obiettivo è piazza Trieste e Trento. Qualche minuto dopo le 23, la presa della fontana del carciofo con annesso bagno è cosa fatta. La torcida si snoda lungo corso Umberto e nel delirio di massa sei o sette ragazzini a torso nudo prendono d’assalto un camion dell’immondizia imbottigliato nel traffico: montano su, cantando e ballando sui sacchetti, in una danza che sembra un esorcismo contro l’incubo-rifiuti. La Piedigrotta fuori stagione risucchia tutto e tutti, in un vortice di fumogeni e cori, in un concerto di clacson che per una volta è musica per le orecchie.
Festa democratica - Il bello di certe feste, in fondo, è che sono democratiche e trasversali. Azzerano in un colpo solo qualunque distinzione di età, di cultura, di censo. Una specie di «livella», ma da vivi. Meglio: vivaci, vivacissimi. Così sono i tifosi in preda a quest’ubriacatura collettiva. Perfino il vecchio re che veglia placido su piazza Bovio, per l’occasione si ritrova cinto d’azzurro. Non che Vittorio Emanuele si scomponga, certo: è pur sempre una statua. Per una notte, i tifosi si riprendono strade e piazze di solito consegnate al coprifuoco: via Poggioreale, piazza Nazionale, piazza Garibaldi.Dalle auto incolonnate nel serpentone trionfale di via Caracciolo, i bambini, figli di un’impresa minore che qui viene elevata a prodigio assoluto, sventolano bandiere più grandi di loro. I motorini, intanto, sfrecciano ovunque, con tre, anche quattro passeggeri alla volta.
Sindaco tifoso - All’esultanza si unisce il sindaco Luigi De Magistris, che era all’Olimpico: «Il Napoli ha strameritato la vittoria, ora vogliamo lo scudetto— commenta—. Possiamo essere da esempio in tante cose, partendo dallo sport. Credo si sia aperto un ciclo vincente per Napoli e per la squadra e la prospettiva di un nuovo stadio rafforza questa convinzione. Presto incontrerò De Laurentiis per fare il punto su tante cose».
FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT
PdM

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di Redazione
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