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LO SCRIVE "IL MATTINO"

Napoli, visto il Chelsea? C'è da essere orgogliosi


Napoli, visto il Chelsea? C'è da essere orgogliosi
20/04/2012, 11:04

Rabbia e orgoglio. Ecco gli stati d’animo con cui il Napoli e i suoi tifosi convivono dopo gli exploit del Chelsea nella Premier, nella Fa Cup (finale con il Liverpool) e nella Champions League (ha battuto il Barcellona nell’andata della semifinale). I Blues sono rinati da quando Villas Boas, lo Special Two lusitano che Abramovich aveva strappato a caro prezzo al Porto, è stato esonerato e sulla panchina si è seduto l’allenatore «ad interim» Roberto Di Matteo. E, purtroppo per il Napoli, buona parte del merito della rinascita del club londinese è passata proprio per il ritorno degli ottavi di finale della Champions con la squadra azzurra allo Stamford Bridge. Una partita che ha segnato profondamente il cammino dello due squadre. Perché mentre il Chelsea si è caricato e non ha smesso più di vincere (10 successi in 13 partite), il Napoli ha cominciato ad avere grossi problemi di concentrazione e tenuta atletica in campionato.

La rabbia è dovuta al fatto che la squadra azzurra, forte del 3-1 rifilato al San Paolo alla squadra guidata da Villas Boas, non è poi riuscita a far fronte all’assalto del Chelsea a Stamford Bridge, cedendo nei supplementari all’ira funesta dei senatori dei Blues, che dal tecnico portoghese erano stati messi ai margini. Rabbia alimentata ancor più dalla consapevolezza che il risultato del San Paolo sarebbe potuto essere più vistoso se Maggio non avesse fallito nel finale il gol del 4-1. L’orgoglio non è altro che la conseguenza della stessa rabbia. Il Napoli di Mazzarri è stato ad un passo dalla grande impresa di buttare fuori dalla Champions la squadra del plurimiliardario russo Abramovich, quasi umiliandola al San Paolo e tenendola sulla corda per buona parte del match di ritorno allo Stamford Bridge. Mazzarri e i suoi ragazzi possono davvero menar vanto per quanto hanno fatto in Champions contro il Chelsea, ma anche contro il Bayern. Soprattutto alla luce di quanto è accaduto nelle due partite di andata delle semifinali, con i tedeschi vittoriosi sul Real Madrid e il Chelsea sul Barcellona. Roberto Di Matteo si è confermato stratega capace di sistemare la squadra nel modo migliore per opporsi all’avversaria di turno. Contro il Napoli delle ripartenze rapide aveva rafforzato il centrocampo e alzato la linea difensiva puntando molto in fase offensiva sul gioco aereo. Contro il Barcellona del massiccio possesso di palla, degli scambi veloci e delle impressionanti avanzate sulle fasce ha optato per il 4-5-1 con una difesa ermetica, due centrocampisti di sostanza davanti alla retroguardia per creare una gabbia intorno a Messi, Lampard pronto al sacrificio ma anche all’impostazione veloce, un giocatore come Ramires capace on solo di bloccare gli uomini di fascia di Guardiola ma anche di lanciare, appena è stato possibile, Drogba in area. Con l’ivoriano, già fondamentale nella sfida con il Napoli e negli ultimi successi in Premier e in Fa Cup, pronto a mettere in mostra tutto il suo talento in fase realizzativa. Guardiola ha confessato a fine gara che si era preoccupato in fase difensiva soprattutto della forza dei Blues sui calci piazzati, che erano stati fatali al Napoli. Invece, è stato colpito in contropiede. E non sarà stato bello il gioco del Chelsea, ma è risultato vincente. Tanto da poter far sperare i Blues in una finale che il 22 febbraio scorso, al termine della sfida al San Paolo con il Napoli, sembrava pura utopia. Ma il calcio, si sa, è bello per questo. Anche per poter far convivere rabbia e orgoglio.
FONTE: IL MATTINO
PdM

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di Redazione
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