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CAMBIARE E' UN'UTOPIA

Napoli, zoccolo duro offusca la nuova generazione


Napoli, zoccolo duro offusca la nuova generazione
13/04/2012, 11:04

Si chiamano i titolarissimi: sono gli undici uomini che offrono a Walter Mazzarri le maggiori garanzie, una squadra con un minutaggio altissimo e una forbice con le alternative che pure stavolta sottolinea una distanza della cifra tecnica evidente. Il primo Napoli di Mazzarri, il 18 ottobre del 2009 contro il Bologna, si affida a un 4-4-2 abbastanza insolito per le abitudini del tecnico (che fa di necessità virtù) ed è composto da De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Contini, Aronica; Maggio, Hamsik, Gargano, Datolo; Lavezzi, Quagliarella. Due anni e mezzo dopo, nel Napoli di Mazzarri figurano ancora (e con un ruolo di assoluta autorevolezza e dunque lo status di titolarissimi che rimane incollato come una seconda pelle addosso) gli otto undicesimi di quella formazione, integrata da Dossena, Inler e Cavani, gli unici tre uomini forniti dal mercato del triennio.
Contro l'Atalanta, mercoledì sera, la new generation è rappresentata da Fernandez o anche da Dzemaili e da Pandev - tre acquisti recentissimi - ma in campo c'è anche Grava, alla sua ottava stagione in azzurro. Il Napoli cui Mazzarri fa spesso ricorso è quello ritrovatosi tra le mani come eredità da Donadoni, quindi il figlio del progetto del primo quinquennio; e, come sussurrano le statistiche, lo zoccolo duro è in quella struttura che s'è potuta giovare poco dei vari innesti, evidentemente offuscati al cospetto dei tre tenori e dei loro fratellini. Il turn-over, insomma, è stato semplicemente un modo di dire.
FONTE: ANTONIO GIORDANO PER IL “CORRIERE DELLO SPORT”
PdM
 

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di Redazione
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