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LA TATTICA

Napoli-Cagliari, La Partita alla Lavagna


Napoli-Cagliari, La Partita alla Lavagna
23/04/2010, 17:04

Arriva a Napoli la bestia nera degli azzurri. Orfano di Allegri, il Cagliari prosegue il suo cammino sul solco del progetto tattico dell'ex tecnico: la formula è il 4-3-3.

Con l'avvento del duo Melis-Festa qualcuno, in terra sarda, avrebbe auspicato una mini-rivoluzione tecnica e tattica. Nada. I nuovi tecnici
continuano il lavoro di Allegri mutuando dal tecnico livornese schemi e interpreti. Al di là di qualche esclusione dettata da una forma fisica scadente (vedi Matri, bomber a cui viene preferito il baby Ragatzu), ecco riproporsi quel 4-3-3 che tutta l'Italia pallonara ha ammirato per oltre un anno. Due punte di amnovra e fatica, un rifinitore, due mediani con spiccate attitudini offensive e due esterni di difesa abili nell'attaccare gli spazi. Anche l'atteggiamento resta immutato: pressing alto ed asfissiante sul primo portatore di palla avversario, raddoppi costanti in mezzo al campo e retroguardia molto alta. Le controindicazioni sono note: lo stato fisico è quello che è, e reggere certi ritmi per 90' è cosa davvero impensabile. Ergo, sarà fondamentale per il Napoli avere pazienza, non cercare l'accellerata a tutti i costi sin dalle prime battute di gioco. Gli azzurri, piuttosto, dovrenno giocare di intelligenza, evitando un eccessivo e lento giro palla orizzontale in mezzo al campo (i sardi sono letali in ripartenza), a costo di tentare l'estenuante ricerca della giocata in verticale, in modo da allungare la compagine rossblù e colpirla negli spazi con gli inserimeni di Hamsik, Lavezzi e degli esterni
(Inter-Barcellona, in tal senso, può essere di insegnamento).

Questo il plot. Poi, come sempre, saranno le giocate dei singoli a fare la differenza. Almeno si spera...
 

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di Alessandro Caradolfo
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