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Napoli-Catania, una potenziale trappola


Napoli-Catania, una potenziale trappola
25/03/2012, 10:03

SI SCRIVE Catania, si legge trappola (potenziale). L’euforia della Coppa Italia può fare brutti scherzi e magari rovinare la “remuntada” lanciata dal Napoli nelle ultime sei partite. Cinque vittorie e un pareggio hanno restituito vigore al sogno di ritornare in Champions. Ma oggi è campionato. Dieci tappe alla conclusione, la prima davvero insidiosa. Percorso piatto soltanto in apparenza, il fiato corto complica l’andatura. Il rischio di una “fuga” degli avversari è concreto. Serviranno esperienza, colpo d’occhio e una certa abilità nel dosare le energie. Il vero salto di qualità è questo: vincere anche senza brillare mostrando la giusta personalità. Il Napoli dovrà riuscirci e colmare una delle ultime lacune mostrate durante la gestione Mazzarri. Questa squadra riesce a fare la differenza solo se testa e gambe sono al massimo della tensione agonistica, basta calare un attimo per soffrire e lasciare strada ai rivali. Oggi pomeriggio — prima partita stagionale alle 15 a Fuorigrotta — è necessario invertire la tendenza e fare risultato anche a prescindere dalla prestazione. Il Catania ha l’insostenibile leggerezza di una salvezza già in cassaforte: ha ambizioni di Europa League, ma un’eventuale sconfitta non sarebbe un dramma. Un risultato positivo, invece, sarebbe salutato come un’impresa, quindi la pressione è tutta sulle spalle dei giocatori azzurri che dovranno convivere anche con quest’altra difficoltà oltre ad un normale appannamento dovuto al ciclo terribile. Mazzarri sarà costretto al mini-turnover per garantire forze fresche. Le novità sono disseminate in tutti i reparti. Alcuni giocatori chiave come Cannavaro, Inler e Maggio sono costretti ai box, quindi toccherà alle alternative dare risposte convincenti. In difesa Federico Fernandez è chiamato a cancellare una stagione con poche luci e moltissime ombre. La scelta di schierarlo centrale cancella definitivamente gli equivoci sul ruolo del giovane talento argentino: può fare la differenza da centrale sfruttando la sua abilità sui palloni alti e un lancio preciso; a destra — invece — soffre l’attaccante che lo punta in velocità e spesso lo supera. Non potrà fallire questa chance dal primo minuto, Campagnaro e Aronica avranno il compito di proteggerlo. È chiamato ad una reazione pure Dossena, la cui involuzione ha preoccupato un po’ tutti. In mediana Dzemaili sostituisce Inler e affiancherà Gargano: tandem di grande velocità per contrastare la vivacità di Lodi e Izco, senza dimenticare la classe di Almiron. Il Catania ha stoffa pregiata e un sarto d’eccezione come Montella che non dovrebbe commettere l’errore di sfidare il Napoli a viso aperto: l’eccesso di presunzione potrebbe costar caro, quindi è pronto un abbottonato 3-5-2. Ai tre tenori — Hamsik, Lavezzi e Cavani — il compito di rompere l’equilibrio e trovare l’acuto giusto. I cinquantamila del San Paolo sono pronti ad un sostegno incessante. L’unione fa la forza. E può disinnescare la trappola chiamata Catania.

FONTE: REPUBBLICA

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di Luigi Russo Spena
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