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Napoli-Chievo, 5 ragioni per esserne felici...


Napoli-Chievo, 5 ragioni per esserne felici...
14/02/2012, 13:02

Seppur fondamentale, il ritorno alla vittoria del Napoli, che non otteneva tre punti tutti insieme dallo scorso 8 gennaio, non è la notizia più importante che giunge dalla sfida con il Chievo.
Gli azzurri, arrivati ora a -8 dal terzo posto, ricominciano infatti a sperare nell’impresa: riqualificarsi per la Champions League anche per la stagione 2012-2013.
Già, un’impresa. Solo così, infatti, si dovrebbe ragionare se la truppa di Mazzarri dovesse, a Maggio, poter guardare dal basso solo Milan e Juventus. Per tanti motivi, a partire dal numero degli impegni, per finire con discorsi su fatturati e monte-ingaggi.
Il successo di ieri, inoltre, ha restituito al Napoli un grande protagonista della cavalcata entusiasmante che ha portato il club partenopeo dall’inferno della Serie C (oggi Lega Pro, ndr) alla massima ribalta nazionale ed internazionale: Gianluca Grava, praticamente Highlander.
L’immortale mastino casertano, fregandosene altamente del tempo che passa, degli anni che vanno ad aggiungersi sulla carta d’identità e della caducità delle capacità agonistiche, ha offerto una delle sue solite prove, tutta cattiveria e concentrazione, concedendosi anche alcuni lampi di classe.
Grava, però, non è stata l’unica nota lieta, dal momento che anche Gokhan Inler (finalmente) e Miguel Britos (idem con patate) sono tornati sugli scudi.
Se il difensore uruguayano, autore peraltro di un bellissimo gol, ha reso come forse nessuno si attendeva, mostrandosi aggressivo al punto giusto e anticipando o chiudendo sistematicamente gli avversari capitatigli a tiro, la prestazione del regista svizzero ha lasciato tutti perplessi. In positivo, stavolta.
Dopo le ultime apparizioni dell’elvetico, infatti, era difficile attendersi una simile crescita, se non altro per la tempestività con cui s’è palesata. Chissà che ad Inler, parso ieri reattivo, determinato e sicuro di sé, non abbia giovato lo stadio semi-deserto. Chissà che quel clima un po’ “udinese” non l’abbia fatto sentire a suo completo agio. Se davanti al San Paolo gremito e “chiassoso” era sembrato un micino spaurito, nella cattedrale silenziosa ha ritrovato il piglio del leone, tornando a ruggire.
Senza la pretesa di detenere la verità assoluta, questa è l’impressione che ha destato in noi il bravo Gokhan. La pressione, come aveva sottolineato più volte Mazzarri, deve avergli giocato proprio un brutto scherzo. Ma, col tempo, ci si abituerà. Ed il Napoli ne trarrà un beneficio enorme…

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di Pietroalessio di Majo
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