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L'episodio è avvenuto nel post-partita

Napoli-Chievo, aggredita troupe televisiva di Julie Italia

Tentativo di distruzione dell'attrezzatura

Napoli-Chievo, aggredita troupe televisiva di Julie Italia
26/01/2014, 15:15

NAPOLI - “La calunnia è un venticello” recita una delle Arie del Barbiere di Siviglia di Rossini. Ed è questo il principio che useremo per archiviare chi ha accusato la classe giornalistica sportiva di poca obiettività e di perseguire un’informazione filogovernativa.

Non vogliamo, in maniera semplicistica, giudicare quello che è successo ieri sera allo stadio San Paolo di Napoli ad una delle troupe di Julie Italia come il caso in cui, per colpa di uno, ci vadano di mezzo tutti. Pertanto ci limiteremo ad analizzare il caso punto per punto senza fare di tutta l'erba un fascio e senza tralasciare alcuna sfaccettatura di quanto accaduto, seppur con l’amaro in bocca.

È dai tempi dell’antica Roma che il fanatismo calcistico di oggi vede gli albori. Le tifoserie, già nelle arene, si organizzavano in veri e propri gruppi che i romani chiamavano “collegia”. Risse e tafferugli non mancavano nemmeno nell’antica Roma ma non è questo a consolarci. Ciò che ci gratifica, invece, è che sin dall’avanti Cristo c’erano delle persone che sfruttavano l’evento sportivo come valvola di sfogo. E che queste persone si identificassero nella porzione di popolazione denominata plebe.

Plebe e Patrizi era il modo di denominare, suddivindendola in questi due grandi gruppi, la popolazione dell’antica Roma. E se migliaia di anni fa la plebe era composta dalla massa, quasi sempre poco abbiente, oggi la plebe è composta dagli ignoranti. Persone che, probabilmente per sfuggire alla noia, decidono di identificarsi con l’onnipotenza di un gruppo agguerrito e coeso.

Dopo ogni partita in casa, Julie Italia decide di raccogliere anche la voce dei tifosi. Perché, oltre ai calciatori ed al mister, questo circuito televisivo ritiene opportuno dare voce anche all’anima della città di Napoli e del Napoli Calcio: i tifosi.

Julie Italia pubblica sempre le opinioni di tutti. Purché siano prive di imprecazioni. Julie Italia non censura la voce dei tifosi. E non lo farà neanche dopo ieri sera, quando un gruppo di tifosi un po’ troppo su di giri dopo la prestazione della squadra di casa, ha inveito contro una giornalista ed un operatore accusando i giornalisti tutti di essere dei “corrotti”, di non meritare di essere presenti allo stadio in quanto beneficiari di cospicue somme di denaro da parte della SSC Napoli e, in virtù di questo, di censurare le notizie raccolte. Un’aggressione fatta non solo di parole, purtroppo, ma che è stata “accompagnata” anche da momenti di violenza nei riguardi dell’attrezzatura della troupe televisiva, portata in salvo dalla rabbia di alcuni tifosi grazie all'intervento della parte sana della tifoseria del Napoli, che è sopraggiunta in soccorso dei giornalisti.

Dell’episodio sono state messe al corrente le associazioni preposte, come l’Unione della Stampa Sportiva Italiana (U.S.S.I.), ed il Calcio Napoli, tramite il suo ufficio stampa. Ma noi vogliamo mettere al corrente anche voi. Nella speranza che le coscienze non si assopiscano sotto l’effetto narcotico dell’abitudine. L’abitudine alla violenza.

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di Veronica Riefolo
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