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Il Napoli conquista i 3 punti al San Paolo

Napoli-Inter, il Panterone si risveglia e punisce la capolista


Napoli-Inter, il Panterone si risveglia e punisce la capolista
26/04/2009, 23:04

E’ il risultato che un po’ tutti sognavano, ma che nessuno si permetteva veramente di augurarsi. Uno a zero, tiro d’esterno ad effetto del panterone Zalayeta (entrato da pochissimi minuti) su assist di Lavezzi e la palla si insacca alle spalle di un incredulo Julio Caesar: gol del Napoli e delirio puro per i 60mila sugli spalti.

Dopo una sequela di pareggi ed una brutta sconfitta col Cagliari in terra sarda, il Napoli ha ritrovato l’orgoglio di sempre ed ha agguantato una vittoria insperata proprio contro la prima della classe. A dire il vero il gioco non è stato dei migliori, nessuna delle due squadre in campo ha offerto prestazioni tali da finire negli annali. Ma la differenza, quella che ha portato i tre punti tra le braccia dei tifosi che hanno invaso il San Paolo, è stata nella determinazione e nella voglia di riscatto dei partenopei, che non si sono fatti intimidire dall’Inter e l’hanno affrontata a viso aperto. Iniezione di fiducia per il Napoli, campanello d’allarme per l’Inter che ora vede il Milan a 7 punti, quando ce ne sono ancora 15 in palio.

Se Mourinho si affida ad un tridente con Figo accanto ad Ibra e Balotelli, Donadoni per l’attacco sceglie la coppia già collaudata (sebbene poco prolifica) di Denis e Lavezzi. A centrocampo l’Inter schiera Zanetti arretrato a destra in difesa, con Chivu sul versante opposto; la sorpresa, però, è la scelta di Donadoni di preferire Amodio a Pazienza, nel ruolo di distributore di gioco davanti alla difesa napoletana.

La partita è cominciata da pochi minuti quando il portiere napoletano, il 24enne Navarro, è già chiamato a dare il meglio di sé: punizione di Balotelli che diventa un cross tagliato per Samuel, che si vede negare il gol da una parata miracolosa. L’Inter riesce a far girare meglio la palla, ma non si dimostra quasi mai veramente pericolosa. Sembra affidarsi, comportamento tipico, più ad una azione individuale che ad una tattica capace di superare gli agguerriti napoletani.

‘Folletto’ come al solito Lavezzi, che in più occasioni fa arrancare la difesa avversaria, mentre Hamsik gioca tutti i novanta minuti leggermente sotto tono, distinguendosi solo per un potente destro al volo che però si perde lontano dalla porta. Scalpita invece il gladiatore Montervino, che con l’assenza di Cannavaro indossa la fascia di capitano.

Poco dopo il quarto d’ora della ripresa, il cambio: Denis lascia il campo cedendo il posto a Zalayeta; sul versante opposto, Amantino Mancini subentra a Luis Figo.

Al 73’ Lavezzi si porta a spasso la difesa dell’Inter, entra nell’area e poi, con una precisione da cecchino, riesce a far passare il pallone in quella selva di calzerotti nerazzurri per arrivare ai piedi del Panterone. Che non si tira indietro: un collo esterno che spiazza Julio Cesar e fa esplodere il San Paolo in un urlo tra l’euforico e il liberatorio. Nel finale il Napoli legittima la partita, riuscendo a bloccare tutte le sortite offensive della capolista e sfiorando addirittura il raddoppio con un destro (deviato) di Blasi, che il portiere nerazzurro riesce a neutralizzare con bravura.

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di GF
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