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LA TATTICA

Napoli-Palermo, la partita alla lavagna


Napoli-Palermo, la partita alla lavagna
05/12/2010, 08:12

Dopo le fatiche di Europa League Napoli e Palermo si sfidano nel monday night della 15° giornata. Un solo obiettivo: vincere per restare nella scia delle grandi. Di fronte al San Paolo ci saranno due squadre che fanno soprattutto del gioco offensivo la loro caratteristica migliore, merito delle grande qualità di entrambi i tridenti offensivi. Le due formazioni sono molto simili: entrambe giocano spesso di rimessa e si schierano con due mediani a centrocampo abili nel recuperare palla e nel far ripartire la squadra.
I rosanero, 4-3-2-1, davanti si affideranno al trio Pastore - Miccoli - Ilicic, tridente veloce e molto tecnico. I difensori azzurri, come già accaduto in altre occasioni, potrebbero soffrire molto un attaccante come l'italiano, capace di giocare tra le linee e abile nel creare gli spazi per i suoi compagni di reparto. La squadra azzurra dovrà quindi ridurre al minimo lo spazio tra linea di difesa e quella di centrocampo, evitando così di ripetere gli errori commessi nelle sfide perse con Lazio e Udinese. Attenzione però anche a Pastore che molto spesso si abbassa per andare a prendere palla sino alla linea di metà campo favorendo così l'inserimento di uno dei due esterni di difesa, Balzaretti e Cassani. Proprio sulle fasce si giocheranno altri due bellissimi e avvincenti duelli: Balzaretti contro Maggio e Cassani contro Dossena. Entrambe le formazioni infatti amanno attaccare sulle due corsie. I due esterni del Palermo, freschi di convocazione in nazionale, sono molto veloci e amano arrivare sino alla linea del fondo per mettere in mezzo palloni invitanti per i loro compagni.
Ancora una volta a favore del Napoli, solito 3-4-2-1, potrebbe giocare la lentezza dei centrali difensivi della squadra avversaria, Munòz e Bovo, molto abili però nel gioco aereo, rispetto ai tre attaccanti azzurri. Messi sotto pressione i due difensori sono molto propensi all'errore e facilmente commettono falli da cartellino. Il ritmo alto quindi potrebbe ancora una volta l'arma in più degli azzurri.   

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di Marco Marino
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