Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

LA FOTO SOTTO INCHIESTA

Napoli-Parma, il Boss non esultò al goal di Hamsik


Napoli-Parma, il Boss non esultò al goal di Hamsik
08/06/2011, 11:06

NAPOLI - Da buon tifoso del Napoli ha seguito la squadra in attacco, cambiando postazione tra il primo e secondo tempo. Sempre lì a bordo campo, scuro in volto a fissare le evoluzioni degli azzurri. Eccolo Antonio Lo Russo, figlio del boss pentito Salvatore, lì a bordo campo a seguire il Napoli giocare e perdere contro il Parma nel girone di ritorno del campionato 2009-2010. Era il 10 aprile di un anno fa, quando la sua espressione corrucciata viene catturata dagli scatti di fotoreporter accreditati al San Paolo. Un anno dopo, la sua presenza nello stadio di Fuorigrotta diventa un caso, al punto tale da spingere gli inquirenti ad aprire un’inchiesta. Che ci faceva il figlio di un boss della camorra a pochi passi dai giocatori del Napoli? Chi ha consentito all’erede di una dinastia camorristica, che di lì a poco sarebbe diventato latitante, di piazzarsi a tu per tu con i calciatori del Napoli? Il suo volto, o la sua sagoma, potevano intimidire qualcuno degli azzurri?

Domande che ora diventano ineludibili, tanto da rendere necessari accertamenti su un match segnalato un anno fa nel corso di una informativa dei carabinieri spedita alla Dda di Napoli e alla Procura federale. Nell’informativa i militari della compagnia di Castello di Cisterna parlavano di puntate sospette tra il primo e il secondo tempo di Napoli-Parma, di un tour tra le piazze di spaccio dell’ex interista Balotelli, ma anche della segnalazione della presenza di Antonio Lo Russo al San Paolo per quella gara del 10 aprile. Una informativa costruita grazie ad una attenta conoscenza del territorio, ma anche grazie a fonti testimoniali, che oggi incassano conferme oggettive, a partire dalla foto di Ciro Fusco dell’agenzia Ansa che ritrae la sagoma di Antonio Lo Russo a bordo campo. Quanto basta a riaprire un caso, quello di Napoli-Parma 2-3, che un anno fa era stato archiviato dalla Dda in mancanza di riscontri circa ipotesi di combine o flussi di scommesse sospette. Ora come allora - è bene chiarirlo - non ci sono conferme su ipotesi di calcioscommesse, ma il ruolo del rampollo del clan dei cosiddetti «capitoni» va comunque approfondito. Inchiesta destinata alla Dda di Napoli, coordinata dal procuratore aggiunto Sandro Pennasilico e affidata ai pm Sergio Amato e Enrica Parascandolo, da tempo impegnati su traffici e attività illegali del clan Lo Russo. Inchiesta sul figlio del boss al San Paolo, non è impossibile anticipare le mosse degli investigatori. A partire dalle foto, come quelle pubblicate oggi dal Mattino e realizzate da Guglielmo Esposito per l’agenzia Newfotosud. C’è una sequenza degna di attenzione, che non può passare inosservata ed è legata al gol di Hamsik che riporta la squadra momentaneamente sul 2-2: esplode lo stadio, tutti a gioire con le braccia levate, solo Antonio Lo Russo resta impassibile. Ha una mano all’altezza dell’orecchio, come se parlasse a telefono con qualcuno (anche se secondo gli inquirenti, da anni Antonio Lo Russo non usa cellulari), resta oscuro e impietrito. Strana espressione per chi è lì a tifare azzurri, per chi sperava in una rimonta del Napoli.

Quanto basta a riproporre domande, a fare accertamenti: come si entra al San Paolo? Chi cura gli accrediti? Chi gestisce la sicurezza di calciatori e addetti ai lavori? Mesi fa, su richiesta della Procura federale, il club di De Laurentiis ha messo a disposizione gli elenchi delle persone accreditate in occasione di Napoli-Parma. Ai bordi del terreno di gioco è consentito l’accesso circa a cento persone per ogni gara. Una lista, curata dall’addetto stampa Guido Baldari, comprende fotografi, cineoperatori e giornalisti delle tv. In un’altra lista, consegnata al responsabile marketing Alessandro Formisano, vi sono gli altri accreditati: barellieri, fornitori, dipendenti della ditta addetta ai tabelloni pubblicitari e della ditta responsabile della manutenzione del campo. E proprio da quest’ultima, «Vivai Marrone», secondo quanto sarebbe stato segnalato dal Napoli, è stato accreditato Lo Russo per la partita del 10 aprile. Ieri il club di De Laurentiis è rimasto in silenzio: «Nessuna reazione». Le liste delle persone presenti - non sono indicati funzionari e agenti di polizia - non vengono consegnate all’arbitro, ma sono a disposizione dell’inviato della Procura federale. Tutti gli accreditati dovrebbero indossare una pettorina di colore arancione con un numero affinché siano riconoscibili. Lo Russo non l’aveva. Indossava un giubbino blu con i bordi gialli, curiosamente i colori sociali del Parma, avversario degli azzurri. Gli steward in servizio a bordo campo non lo hanno obbligato a indossare la casacca e non si capisce come mai. Perché Lo Russo era noto, avendo prestato servizio come «giardiniere» in occasione di precedenti partite? L’inchiesta della Procura federale, guidata dal magistrato napoletano Stefano Palazzi, va avanti.

Fonte: Il Mattino

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©