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IL CIUCCIO CHE VOLA

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04/11/2010, 23:11

Dal Cittadella al Liverpool ne è passata di acqua sporca sotto i ponti. Solo a guardarlo dal divano quello stadio, tremano letteralmente le gambe. L’adrenalina scorre a fiumi nel settore dei napoletani, e travolge gli argini del pessimismo che dovrebbe essere la sensazione prevalente, trovandosi ad affrontare una squadra sulla carta più forte e con tanta esperienza internazionale in più.

Inizia la partita.

5’ Assolo di Lavezzi, che tiene a precisare da subito chi è il più forte. Palla deviata in angolo

9’ Meireles in tackle prova lo strike mirando agli attributi di De Sanctis.

11’ Il portoghese Meireles ci riprova, mirando al ginocchio di Aronica. Avrebbe già meritato un giallo e mezzo.

12’ Nella bolgia dell’Anfield, incredibilmente si sentono i canti dei tifosi partenopei.

14’ Lavezzi fa capire che non è a Liverpool per andare al concerto dei Beatles. Il difensore inglese al quale è stato affidato il Pocho intuisce che è meglio andargli incontro senza allargare troppo le gambe.

19’ Lavezzi, che in settimana ha ricevuto l’investitura di Maradona, che lo ha considerato meritevole di indossare la sua maglia numero dieci, lancia Cavani, che però non ha ancora avuto l’investitura di Careca e calcia alto. La partita, però, fatte le debite proporzioni, ricorda un po’ un magico Bayern- Napoli.

23’ Lavezzi, ancora lui, parte da centrocampo e dal limite calcia fuori di un penny.

25’ Glenn Johnson che sta rincorrendo Lavezzi per tutto il campo senza riuscire a buttarlo giù, si accontenta di abbattere Cavani, che è un po’ più lento. Ammonito.

26’ Campagnaro tira in porta da Fuorigrotta e abbatte tre hooligans.

27’ Mi sta venendo da piangere: erano anni che non vedevo quello che sto vedendo e non riesco a credere che ciò che vedono i miei occhi sia vero! Ma se non sto sognando, questa è come minimo una favola. La scena, questa volta, ne ricorda una simile vista in quel di Stoccarda. E’ l’uruguaiano Cavani che di testa lancia un compagno verso la storia, e Lavezzi arriva puntuale all’appuntamento con la storia. Il Napoli, dopo Naldi, il Giulianova, l’Albinoleffe e tanti anni di mortificazioni, è in vantaggio all’Anfield Road contro il Liverpool! Non credo di essere l’unico napoletano con le lacrime agli occhi.

Io non lo so se sto sognando oppure no. Ma che nessuno si permetta di svegliarmi…

Il ruggito di Mazzarri fa tremare i leoni dal vicino Chester zoo.

27’ Ngog prova a rovinare la festa, ma San Gennaro sposta il palo alla destra di De Sanctis.

35’ L’Anfield Road non è mai stato così azzurro. Si sentono solo canti dei tifosi napoletani. Sugli spalti, uno spettacolo nello spettacolo.

37’ Il terzino destro del Liverpool tenta un tiro sinistro, ma De Sanctis è anche lui puntuale all’appuntamento con la storia.

Bruno Giordano, in veste di commentatore, dice che in quella fase di gioco occorre pazienza e anche Pazienza c’è. Robusta partita del mediano azzurro.

“Undici, undici, undici leoni”, cantano i supporters azzurri sugli spalti, circondati dal rosso dell’Anfield, e gli undici leoni azzurri rispondono sul rettangolo verde.

43’ E’ resuscitato addirittura Maggio! E Gargano non ha mai sbagliato così pochi passaggi. Sembra tutto così surreale…

L’arbitro fischia la fine del primo tempo.

Lavezzi, dopo lo straordinario primo tempo e lo storico goal realizzato, dovrebbe immaginare che il suo primo piano sarebbe stato mandato in mondovisione e, invece, si fa cogliere di sorpresa a scatarrare! Ma oggi gli perdoneremmo qualsiasi cosa.

 Inizia la ripresa, entra Steven Gerrard. Noi amanti del bel calcio vorremmo sempre vedere calciatori così in campo, ma noi amanti del calcio, tifosi del Napoli, almeno per questa sera avremmo preferito vederlo in panchina a riposare per il prossimo impegno col Chelsea.

50’ Calcio d’angolo per il Napoli, sbuca il capoccione di Maggio che non riesce a guadagnarsi la convocazione di Prandelli, presente in tribuna.

52’ Pazienza intercetta un cross in area con un braccio, ci sarebbe almeno un mezzo rigore, ma l’arbitro non vede. Pazienza. Nel prosieguo dell’azione, De Sanctis compie un vero e proprio miracolo su tiro a botta sicura di Ngog, meritandosi la convocazione. Gerrard chiude l’azione con un tiro che abbatte due steward sugli spalti.

56’ Lavezzi batte il record del mondo dei cinquanta metri piani, ma il suo cross è impreciso. Se riuscisse a crossare dopo una corsa del genere e in quelle condizioni di equilibrio, sarebbe un robot.

57’ Mazzarri chiede quanto manca. Ma Frustalupi, nell’esultare per il goal di Lavezzi, si era esibito in un gesto dell’ombrello che aveva catapultato il proprio orologio a Manchester…

64’ Hodgson sostituisce inopinatamente Povlsen. Il pubblico di fede napoletana protesta.

65’ Lancio da metà campo di Gerrard, assist di Dossena per Meireles, San Gennaro si tuffa e toglie la palla dall’angolino.

67’ Raul Meireles telefona a De Sanctis, che ringrazia per il pensiero.

71’ Punizione dal limite per Gerrard. Il cronista di Mediaset Premium sentenzia prima della rincorsa, che il capitano del Liverpool non sbaglia mai da quella posizione. Diverse migliaia di abbonati si lasciano andare ad un sincronizzato gesto scaramantico, accompagnato da un invito, altrettanto sincronizzato e diversamente colorito, a seconda della provincia di provenienza, a farsi gli affari propri.

75’ No Dossena, no, non farlo no... Non puoi fare quello che stai pensando no. Lui non gioca più con te, No, non farlo. Noooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo. L'ha fatto!

76’ Mazzarri scaraventa il cappotto sulla panchina, ma il cappotto lo avrebbe fatto a Dossena, che ha servito un assist prezioso al maledettissimo ex compagno Gerrard, che mai nei due anni in cui aveva giocato a Liverpool aveva servito così bene.

75’ Aronica collauda i parastinchi di Ngog, che non reggono all’urto.

77’ Hamsik tocca un pallone.

80’ Hamsik lancia Cavani, la partita dei due è appena iniziata, Cavani dribbla il suo dirimpettaio, ma il tiro non impensierisce Reyna, che si era addormentato nel secondo tempo leggendo la favola del Napoli.

83’ Finisce la gara di Hamsik, dopo appena cinque minuti, ed entra Yebda.

86’ Non è possibile! Non è possibile! Non è Possibile! Aronica, perché? Perché? Perché? Dove poteva andare Ben Johnson? Dove?

88’ Campagnaro, quoque tu?

Steve Gerrard, non ho mai odiato così nessun essere umano. Neppure il mio professore di diritto commerciale...

Bisogna essere sportivi, accettare anche la sconfitta, soprattutto quando arriva dopo una partita del genere con una squadra di quel blasone, in uno stadio così magico. Ma, maledizione, è proprio dopo una partita del genere, in quel magico stadio contro una squdra di quel blasone che non se ne scende perdere una partita che sembrava vinta. Che si poteva vincere, e che si è buttata via. Si è buttata letteralmente via insieme ad un sogno.

Questa partita è lo specchio di questa squadra. Capace potenzialmente di battere chiunque, anche il Liverpool in casa loro, ma incompleta, con alcuni calciatori non all’altezza di questi palcoscenici e senza panchina. Assolutamente senza panchina. Una partita così, giocata con l’intensità del primo tempo, non si può sperare di giocarla fino al 90esimo con gli stessi undici. Alla squadra va comunque un plauso, per averci regalato un’illusione.

Alla società è addebitabile la mancata realizzazione di un sogno non impossibile.

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di Gianni Puca
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