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La corsa sta trovando molte difficoltà di attuazione

No di Piacenza al Giro della Padania (?). E' il primo


No di Piacenza al Giro della Padania (?). E' il primo
26/08/2011, 15:08

PIACENZA - "Spiacenti, ma di qui il vostro Giro di Padania non può passare". Questo il succo della comunicazione fatta dal SIndaco di Piacenza, Roberto Reggi, all'organizzazione del giro leghista. Infatti, nella terza tappa, da Lonate Pozzolo Malpensa a Salsomaggiore Terme di 198 Km., era previsto un passaggio per Piacenza. Ma il sindaco ha comunicato che non ha abbastanza uomini per chiudere al traffico le vie implicate nel Giro, comprensive anche della tangenziale sud. Nè l'amministrazione comunale ha i fondi per far fare straordinario a chi non è di turno.
A questo punto è intervenuta la Lega Nord (ennesima dimostrazione che questa non è una gara politica e che i ciclisti che vi parteciperanno - consapevoli o no - faranno solo propaganda politica ad un partito preciso) elencando una serie di benefici (turismo sportivo, la presenza della Tv con tutto ciò che comporta, ecc.) a cui Piacenza rinuncerebbe non facendo passare il giro per la propria città. Ma il sindaco fa notare che Piacenza è solo luogo di passaggio. Quindi ci sarebbero sicuramente i costi del passaggio (comunque bisogna chiudere le strade che attraversano la città da una parte all'altra, con le ovvie ripercussioni che si avrebbero sul traffico cittadino, che sarebbe paralizzato per ore) ma nessun beneficio degno di nota.
A questo punto gli organizzatori dovranno mettersi al lavoro per ridisegnare il percorso. Ma è da vedere se tutto finisce qui. Già negli ultimi giorni molti sindaci lungo il percorso della gara hanno espresso malumori e proteste. Se altri sindaci dovessero prendere la stessa decisione di Piacenza, il percorso potrebbe essere stravolto. Non bastando questo, ci sono i partiti di sinistra che stanno agendo per boicottare apertamente la gara, come chiede Rifondazione comunista a Cuneo. A cui risponde il segretario regionale della Lega, Pietro Pisani: "Quattro nostalgici ancora oggi tentano invano di frapporsi al progresso e hanno il coraggio di bollare il Giro della Padania come manifestazione fascista ora che le polemiche si sono sopite è giusto chiarire che il processo verso la costituzione della Padania come entità politica è inarrestabile e nessun anacronistico profeta della dittatura del proletariato potrà interrompere il corso della storia".
Certo è la prima volta che sento parlare di un luogo immaginario e fantastico come di "progresso". Che sia stato un progresso politico anche costruire Disneyland?

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di Antonio Rispoli
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